Usb: «Proclamiamo lo stato di agitazione in Porto: ECCO LE MOTIVAZIONI»
«La nostra organizzazione sindacale scrive in merito alla situazione generale del Porto di Trieste, dove dobbiamo rilevare con estremo dispiacere che ad oggi le misure adottate rimangono per gran parte delle aziende soltanto sulla carta:
- Non sono adottate le misure minime di contenimento.
- E’ ancora scarsa e poco fruibile la distribuzione di materiali utili al rispetto del DPCM 11/03/2020.
- Scarse risposte sono pervenute dalle aziende in merito alla nostra diffida prot, USBLP_90/0320 del 12 Marzo 2020 in merito alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori con patologie certificate ed a rischio.
- Non c’è modo di poter garantire appieno l’utilizzo idoneo di locali e bagni per un numero così alto di lavoratori, ne una verifica sugli spazi e l’avvenuta sanificazione dei mezzi per un utilizzo così costante e promiscuo.
- Non è chiaro se esista un sistema consolidato di verifica del personale viaggiante sui Camion in ingresso del porto». Lo ha affermato il sindacato USB.
«Tali indicazioni - conclude - devono portare ad una accelerazione ulteriore rispetto l’adeguamento delle misure di salute, sicurezza ed igiene, con una verifica ed un controllo costante verso le aziende presenti presso il Porto di Trieste.
Ad avviso della nostra organizzazione per affrontare questa emergenza occorrono misure drastiche ed esigibili dai lavoratori, che salvaguardino la salute e il salario, pertanto chiediamo :
a) ad aziende e Autorità Portuale il blocco delle prestazioni lavorative di tutti i lavoratori del Porto di Trieste fino al pieno adempimento da parte delle aziende di quanto previsto nel DPCM 11/3/2020 .
b) La realizzazione di uno specifico protocollo da parte dell’AdSPMAO, sulle misure di verifica in merito all’ingresso di camion, e specifiche restrizioni dalla discesa da bordo nave.
c) L’utilizzo degli ammortizzatori sociali, con l’integrazione piena del salario;
In mancanza di un riscontro concreto la nostra organizzazione sindacale sarà titolata, secondo quanto previsto dalle norme vigenti alla proclamazione di uno sciopero entro 10 giorno dal ricevimento della presente, che è un atto formalmente valevole ai fini dell’apertura dello stato di agitazione e della conseguente procedura di raffreddamento e conciliazione».
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