Triestina lancia l’allarme: «A mia figlia un messaggio WhatsApp a mio nome per chiederle 1.250 euro»

Un messaggio WhatsApp apparentemente inviato dalla madre, una richiesta urgente di 1.250 euro e la promessa di restituire il denaro il giorno successivo. È quanto racconta una triestina, che ha voluto condividere quanto accaduto per mettere in guardia altre persone da possibili tentativi di truffa.
A ricevere il messaggio è stata la figlia della donna, che vive all'estero. Insospettita dalla richiesta, ha contattato direttamente la madre prima di effettuare qualsiasi operazione.
«Mia figlia mi ha chiesto a cosa mi servissero 1.250 euro»
«Oggi ho ricevuto da mia figlia, che vive all'estero, un messaggio. Mi chiedeva per cosa mi servissero 1.250 euro», racconta la triestina.
La risposta è stata immediata: non aveva chiesto alcun denaro.
«Ho risposto che non avevo inviato io il messaggio e ho subito scritto che sicuramente era una truffa».
La verifica diretta tra madre e figlia ha quindi permesso di accorgersi del tentativo prima che venisse effettuato il bonifico.
Il messaggio: «Non riesco a fare un bonifico, puoi farlo tu?»
Particolarmente insidioso il contenuto della richiesta ricevuta dalla figlia, perché costruito come una normale conversazione tra familiari.
Secondo il racconto della triestina, il messaggio diceva sostanzialmente: «Non riesco a fare un bonifico perché non ho abbastanza soldi. Se puoi farlo tu, uno di quelli veloci, domani ti invio i soldi».
La cifra richiesta era di 1.250 euro.
A rendere il tutto ancora più credibile, secondo quanto riferito dalla donna, il fatto che il messaggio apparisse su WhatsApp come se provenisse proprio dalla madre.
L'appello della triestina: «Fate attenzione»
La donna ha deciso di raccontare pubblicamente l'episodio soprattutto per avvertire gli altri cittadini.
«Fate attenzione perché so di altra gente che ha ricevuto su WhatsApp questo tipo di messaggi, come se fosse un familiare o un amico che ha bisogno di soldi», sottolinea.
La dinamica raccontata suggerisce soprattutto una precauzione molto semplice: davanti a richieste improvvise di denaro ricevute via messaggio, verificare direttamente con il familiare o l'amico attraverso un contatto sicuro prima di effettuare qualsiasi pagamento.
Nel caso della triestina, è bastata proprio una domanda della figlia alla vera madre per far saltare il tentativo: quei 1.250 euro, in realtà, lei non li aveva mai chiesti.
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