Trieste Trasporti. Usb: "Mancano autisti? Carenza di personale non nasce dal nulla"

Nota della redazione: nel comunicato di USB Trieste viene indicato come «amministratore delegato» di Trieste Trasporti; la carica corretta è presidente. Di seguito pubblichiamo il testo così come ricevuto.
Le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Trieste Trasporti sulla grave difficoltà del servizio e sulla mancanza di autisti descrivono un problema reale, ma rischiano di fermarsi agli effetti senza affrontarne le cause. Gli autisti non “mancano” semplicemente. Da anni il trasporto pubblico regionale è sottoposto a un modello che ha puntato ad aumentare chilometri, servizi e flessibilità comprimendo contemporaneamente i costi. Il risultato è un incremento continuo della prestazione richiesta ai lavoratori, che pesa in particolare sui neoassunti, ai quali viene chiesta una disponibilità sempre maggiore nella gestione dei turni e della vita privata. Per molti, poter contare con regolarità su un riposo nel fine settimana è diventato estremamente difficile. C’è poi una questione salariale che non può essere ignorata. Guidare ogni giorno un autobus carico di persone significa svolgere un lavoro complesso, usurante e con enormi responsabilità. Eppure le retribuzioni non sono oggi sufficientemente attrattive, tanto più in una città come Trieste, dove il costo dell’abitare e della vita quotidiana è diventato sempre più pesante. A questo si aggiunge il tema della sicurezza. Gli episodi di aggressione ai conducenti non sono un problema teorico: sono già avvenuti anche a Trieste. L’autista si trova troppo spesso a essere il primo e ultimo punto di contatto con l’utenza, sul quale finiscono per scaricarsi ritardi, disservizi, modifiche delle linee e tensioni che non dipendono certo da chi è alla guida.
Se davvero si vuole affrontare la carenza di personale, quindi, non basta lanciare campagne di assunzione o cercare conducenti fuori regione. Bisogna rendere nuovamente questo lavoro sostenibile e attrattivo: salari adeguati, turnazioni compatibili con una vita normale, riposi realmente esigibili, maggiore sicurezza e un’organizzazione del servizio che non continui a chiedere ai lavoratori di compensare con la propria disponibilità le criticità del sistema. La carenza di autisti non è la causa di tutti i problemi del trasporto pubblico. È anche il risultato delle condizioni nelle quali, da troppo tempo, agli autisti viene chiesto di lavorare.
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