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Cronaca

Trieste, porta guasta sulla linea 6, Marino dà una mano all’autista: «Hai un nuovo amico»

redazione·
Trieste, porta guasta sulla linea 6, Marino dà una mano all’autista: «Hai un nuovo amico»

Una porta dell'autobus che improvvisamente smette di funzionare, la linea 6 stracolma di passeggeri e un uomo che, senza che nessuno glielo chieda, decide di mettersi accanto alla porta guasta per indicare a tutti di utilizzare le altre. È una piccola storia di umanità quella raccontata da un autista del trasporto pubblico triestino, che ha voluto ringraziare pubblicamente Marino, il passeggero diventato per un pomeriggio il suo prezioso aiutante.

L'episodio, secondo il racconto dell'autista, è avvenuto ieri pomeriggio sulla linea 6, uno dei collegamenti più frequentati della città e particolarmente utilizzato per raggiungere Barcola e la zona costiera.

La porta anteriore smette di funzionare

Tutto comincia durante il servizio, quando la porta anteriore del mezzo improvvisamente non funziona più.

L'autista riferisce di aver immediatamente avvisato chi di dovere, rendendosi però conto che avrebbe presumibilmente dovuto terminare il turno senza una riparazione immediata.

Nel frattempo il bus era «stracolmo».

«A Barcola la stagione è ancora piena», racconta il conducente. A ogni fermata si ripresentava quindi lo stesso problema: i passeggeri cercavano di salire proprio dalla porta anteriore, senza sapere che fosse fuori servizio.

Poi entra in scena Marino

A quel punto succede qualcosa che l'autista non aveva chiesto né programmato.

Un passeggero comprende autonomamente la situazione e decide di rendersi utile.

«Ad una certa, l'angelo della foto si mette sulla porta chiusa ad indicare alle persone di usare le altre due che si aprivano», racconta l'autista.

Quell'uomo è Marino.

Non si limita a dare una mano per qualche fermata. Secondo il racconto, rimane accanto alla porta per tre giri completi, indicando alle persone dove salire e contribuendo così a rendere più semplice il servizio nonostante il guasto.

«L'angelo aveva capito da solo il problema», sottolinea il conducente.

A Grignano il bus si svuota e comincia un'altra storia

Dopo tre giri insieme arriva l'ultimo. A Grignano l'autobus rimane vuoto.

Ci sono soltanto l'autista e Marino.

Il contrattempo tecnico passa improvvisamente in secondo piano e i due iniziano a parlare. «Io e lui, autobus vuoto, a parlare delle nostre vite. Magia», racconta il conducente.

È durante quella conversazione che arriva la frase che più lo colpisce.

«Dove la sta?», gli domanda.

La risposta di Marino è in dialetto triestino e arriva senza giri di parole: «Mi non stago de nissuna parte».

«Brividi», commenta l'autista ricordando quel momento.

La stretta di mano prima di scendere

Arriva infine l'ultima corsa e per Marino è il momento di scendere.

Prima di lasciare l'autobus, però, stringe la mano al conducente. E, quasi capovolgendo i ruoli di quel pomeriggio, è lui a ringraziare l'autista.

Gli dice grazie per averlo portato con sé e per avergli fatto trascorrere, racconta il conducente, «un bellissimo pomeriggio».

Eppure per tre giri era stato proprio Marino ad aiutare spontaneamente chi stava lavorando, trasformandosi in una sorta di assistente improvvisato davanti a quella porta che non voleva più saperne di aprirsi.

Una storia nata da un guasto e finita con una stretta di mano.

Il messaggio dell'autista si conclude infatti con poche parole che raccontano forse meglio di tutto il resto cosa abbia lasciato quell'incontro: «Grazie Marino del tuo aiuto e delle tue parole. Hai un nuovo amico».

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