martedì 29 settembre 2026
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Cronaca

Trieste, pista di ghiaccio e clima: Rovinelli «Pioggia e bora possono diventare un disastro» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, pista di ghiaccio e clima: Rovinelli «Pioggia e bora possono diventare un disastro» (VIDEO)

Non soltanto energia elettrica, personale e allestimenti. Tra le maggiori incognite economiche di una pista di ghiaccio all'aperto a Trieste c'è anche il meteo.

Vincenzo Rovinelli ha affrontato il tema durante la diretta di Trieste Cafe, spiegando quanto temperature, pioggia e vento possano incidere sulla gestione quotidiana dell'impianto.

«C'è il rischio imprenditoriale»

Chi organizza una pista deve mettere in conto una variabile sulla quale non può avere alcun controllo.

«Tieni presente poi c'è il rischio imprenditoriale», ha sottolineato Rovinelli.

Una giornata meteorologicamente sfavorevole può significare maggiori difficoltà nel mantenimento del ghiaccio e, contemporaneamente, minori presenze del pubblico.

Il rapporto con il mare

Secondo Rovinelli, la stessa posizione geografica di Trieste contribuisce a rendere complessa l'operazione.

La vicinanza del mare e temperature non sempre sufficientemente basse costringerebbero l'impianto a lavorare intensamente per mantenere la superficie.

Da qui consumi energetici molto elevati.

Bora e pioggia nemiche della pista

Nel racconto dell'imprenditore persino un elemento normalmente associato al freddo triestino può creare difficoltà.

«La bora scioglie il ghiaccio, è un disastro», ha affermato Rovinelli, spiegando che il vento produrrebbe un effetto negativo sulla superficie.

Ancora più complessa la situazione con la pioggia.

Rovinelli ha ricordato «piogge calde» e perfino episodi di sabbia caduta dal cielo durante il periodo di apertura.

«Il clima è cambiato»

La conclusione dell'imprenditore parte proprio dall'esperienza maturata sul campo.

«Il clima è cambiato e fai fatica a fare il ghiaccio».

Rovinelli ha spiegato che la macchina a disposizione avrebbe avuto capacità fino a 20 per 40 metri, mentre durante lo scorso inverno avrebbe incontrato difficoltà persino nella realizzazione di una superficie da 15 per 30 metri, almeno fino all'arrivo di temperature più basse.

Il meteo diventa quindi una delle variabili decisive nel conto economico complessivo.

Per chi organizza una pista all'aperto non basta prevedere quanto costeranno personale, energia e strutture. Bisogna accettare anche una scommessa quotidiana con il cielo di Trieste.

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