Trieste, movida al bivio: «In estate tantissimi eventi, adesso la situazione è cambiata» (VIDEO)

La movida a Trieste c'è oppure no? E soprattutto: è possibile giudicare l'offerta cittadina senza distinguere l'estate dai mesi autunnali e invernali? È proprio su questa differenza che si è acceso il confronto nel corso della diretta di Trieste Cafe “Movida, eventi e... sicurezza”, condotta da Luca Marsi con Max De Palma, Mauro Manni, Riki Ramazzina e Stefano Rebek.
Da una parte Max De Palma, che continua a vedere un'offerta insufficiente soprattutto per alcune tipologie di intrattenimento. Dall'altra Mauro Manni, che ha ribadito come durante l'estate le possibilità siano state numerose, riconoscendo però che con l'arrivo di settembre il quadro sia sensibilmente cambiato.
De Palma: «Gli aperitivi danzanti? Ce ne sono pochissimi»
De Palma ha precisato innanzitutto che parlare genericamente di “eventi” rischia di mettere nello stesso contenitore realtà molto differenti.
«Dipende dalle giornate. Dipende da che tipo di evento mi stai parlando: se è un evento di discoteca, se è un evento da bar, se è un evento da cena, un matrimonio», ha spiegato.
Il punto centrale, secondo l'organizzatore, riguarda soprattutto una determinata formula di intrattenimento: «Io parlo di aperitivi danzanti, ce ne sono pochissimi».
Una posizione che sposta quindi il dibattito dalla semplice quantità degli appuntamenti alla loro tipologia. Non basta, nella lettura di De Palma, contare tutto ciò che viene organizzato in città: bisogna capire quale proposta venga effettivamente offerta a chi cerca musica, ballo e socialità serale.
Manni: «In estate c'erano tantissime scelte»
Mauro Manni ha invece introdotto nel confronto un elemento temporale decisivo.
«Oggi stiamo parlando ed è il 22 settembre. Quindi inevitabilmente le situazioni si sono modificate», ha osservato, ricordando che il precedente dibattito sull'abbondanza degli eventi era nato durante la stagione estiva.
«In estate c'erano tantissime scelte, sia dei locali, sia delle sagre, sia delle feste e quant'altro».
Per Manni, dunque, le due fotografie non sarebbero necessariamente in contraddizione. La Trieste di luglio e agosto presentava un calendario molto più fitto, mentre quella di fine settembre si trova in una fase differente.
«Sicuramente oggi non è più quel tipo di situazione. Ci sono dei locali che fanno festa, ma non ce ne sono tantissimi», ha riconosciuto.
L'effetto Barcolana e il rischio dei periodi vuoti
Nel ragionamento di Manni emerge anche un andamento fatto di picchi e rallentamenti. Dopo settembre arriverà il periodo della Barcolana, capace di riaccendere inevitabilmente l'offerta, seguito però dal rischio di nuovi momenti meno vivaci.
Secondo l'animatore, Trieste deve ancora trovare maggiore continuità nella propria dimensione di città turistica: periodi ricchissimi di appuntamenti possono alternarsi ad altri nei quali l'offerta diminuisce sensibilmente.
«Siamo ancora in una città squilibrata, dove ci sono periodi dove c'è di tutto e periodi dove magari i locali non hanno intenzione di investire», ha osservato Manni.
E proprio l'investimento dei gestori diventa uno dei nodi centrali. Organizzare una serata significa sostenere costi e assumersi un rischio, che può essere giustificato soltanto se esiste un pubblico disposto a partecipare.
Settembre come banco di prova
Manni non ha nascosto che il quadro di settembre, almeno secondo la propria esperienza, sia apparso decisamente più tranquillo.
«Adesso non ho visto tutte queste follie. Dico la verità, nel mese di settembre», ha spiegato.
La sua attività personale si è concentrata maggiormente sugli eventi privati e sui matrimoni, mentre sul fronte dei locali le occasioni sono state inferiori.
La conclusione, almeno per il momento, resta quindi sospesa: «Secondo me bisogna aspettare».
Una frase che fotografa bene il punto raggiunto dal confronto. L'estate 2026, secondo Manni, ha offerto numerose opportunità; l'autunno deve invece ancora dimostrare di poter costruire una programmazione altrettanto continua. De Palma, dal canto suo, insiste sulla necessità di guardare non soltanto al numero degli eventi, ma anche alla presenza di formule dedicate realmente al ballo e alla movida.
La vera sfida: continuità durante tutto l'anno
Il confronto lascia emergere una domanda più ampia: una città turistica può affidare la propria vita notturna esclusivamente ai grandi periodi dell'anno?
Tra estate, Barcolana, Halloween e dicembre, Trieste dispone certamente di momenti nei quali l'offerta cresce. Il tema sollevato dagli ospiti riguarda però ciò che accade tra un picco e quello successivo.
Ed è proprio sulla continuità che potrebbe giocarsi una parte importante della futura evoluzione della movida triestina.
DI SEGUITO IL VIDEO
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