Trieste, il passato sportivo di Dipiazza torna sui social: «Un caro saluto per i sinistri»

Una fotografia di gioventù, la maglia rossa e una didascalia che porta il ricordo sul terreno dell’ironia politica. Roberto Dipiazza pubblica sui social uno scatto che lo ritrae da giovane e lo accompagna con poche parole: «Un caro saluto per i sinistri».
Il sindaco di Trieste sceglie così di riaprire il proprio album dei ricordi con un messaggio che aggiunge una nota provocatoria a un’immagine dal sapore sportivo. Il rosso delle divise e il saluto rivolto ai «sinistri» si prestano a una lettura scherzosa: passato personale e presente politico si incontrano nello spazio di una fotografia.
La maglia rossa e lo scatto di gioventù
Nell’immagine compaiono alcuni giovani con maglie sportive rosse e dettagli bianchi. In primo piano, un giocatore è ripreso di spalle con un grande numero 7 sulla divisa, mentre gli altri sono raccolti attorno a lui.
I colori della stampa e la grana della fotografia restituiscono il carattere di un ricordo conservato nel tempo. È uno scorcio di gioventù che il sindaco decide di condividere pubblicamente, lasciando alla foto il compito di raccontare la scena.
Lo scatto non è accompagnato, nel materiale disponibile, da indicazioni sull’anno, sulla squadra o sull’occasione in cui venne realizzato.
«Un caro saluto per i sinistri»
A dare al post il suo tono è soprattutto la frase scelta da Dipiazza. «Un caro saluto per i sinistri» trasforma la pubblicazione di una vecchia fotografia in una battuta rivolta, nella lettura politica del termine, alla parte avversaria.
L’accostamento con le maglie rosse offre un possibile elemento di ironia, senza che il messaggio chiarisca ulteriormente il riferimento. Non vengono indicati destinatari specifici: il sindaco affida tutto a una formula breve, che accompagna il ricordo senza lunghe spiegazioni.
Un ricordo personale con una coda politica
Il risultato è un post costruito sul contrasto tra il tempo della fotografia e quello della sua pubblicazione. Da una parte il giovane Dipiazza in un contesto sportivo, dall’altra il sindaco che ripropone quell’immagine aggiungendo una stoccata.
Il ricordo diventa così anche un’occasione di comunicazione politica, con la fotografia al centro e la battuta in chiusura: un tuffo nel passato che conserva un aggancio al presente.
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