Trieste, Dipiazza rilancia la discoteca in Porto Vecchio: «L’ultimo regalo che voglio fare ai giovani» (VIDEO)

La nuova discoteca di Trieste potrebbe nascere nel Porto Vecchio, nello spazio compreso tra il Magazzino 26 e il Centro Congressi. A ribadirlo con grande chiarezza è stato il sindaco Roberto Dipiazza, intervenuto in diretta nel talk condotto da Luca Marsi, con Luca Zini di Mashup e l’opinionista Stefano Rebek.
Non più soltanto un’ipotesi generica legata al futuro della movida cittadina. Il primo cittadino ha indicato anche l’edificio sul quale si starebbe concentrando l’attenzione dell’amministrazione.
Dipiazza: «Io vorrei farla lì»
Parlando del Porto Vecchio, Dipiazza ha spiegato: «Sai che voglio farla fra il Magazzino 26 che tu hai visto. Che gioia, è una cosa incredibile». Il sindaco ha quindi ricordato la trasformazione del Magazzino 26, descrivendolo come «un museo con un ristorante sul tetto, qualcosa di straordinario».
Subito dopo è arrivata l’indicazione più concreta: «Fra questo e il Centro Congressi c’è quel palazzotto rosa, hai presente, sul mare? Ecco, io vorrei farla lì».
Il progetto, dalle parole del sindaco, risulta dunque già entrato in una fase di valutazione. «Stiamo lavorando», ha assicurato Dipiazza, collegando l’idea alla trasformazione complessiva del Porto Vecchio e alla presenza di infrastrutture, parcheggi e nuove funzioni nell’area.
«L’ultimo regalo che voglio fare ai giovani»
È soprattutto sul significato politico e generazionale dell’operazione che Dipiazza ha insistito.
Il sindaco ha ricordato le precedenti trasformazioni della vita notturna triestina, citando via Torino, via Cassa di Risparmio e Cavana. Poi la dichiarazione destinata a fare discutere: «L’ultimo regalo che voglio fare ai giovani che mi vogliono tanto bene [...] voglio fare questo regalo della discoteca».
Per Dipiazza la collocazione nel Porto Vecchio avrebbe anche un vantaggio decisivo: «Spostiamo anche la movida dove non avremo problemi, perché lì attorno non avremo problemi di quei cittadini che si lamentano».
Il ragionamento punta quindi a conciliare due esigenze spesso considerate contrapposte: offrire ai giovani un luogo importante per ballare, incontrarsi e vivere la notte, riducendo allo stesso tempo l’impatto della movida sulle zone residenziali.
Zini: «I giovani hanno tanta richiesta»
Luca Zini ha accolto positivamente la proposta, portando nella discussione il punto di vista di chi opera direttamente nell’organizzazione degli eventi.
«Sono più che contento», ha affermato, sottolineando come nel suo lavoro con i giovani registri «tanta richiesta». Per Zini servono luoghi dedicati alla movida che permettano contemporaneamente di divertirsi e «non disturbare i cittadini».
Più avanti ha insistito sulla necessità di realizzare un vero punto di aggregazione: «Se si riesce a fare un punto di aggregazione, magari anche un poco fuori, come può essere in Porto Vecchio, sarebbe veramente una bella cosa».
Zini ha osservato inoltre come negli ultimi anni siano diminuiti i locali rivolti ai ragazzi, creando secondo la sua lettura maggiori difficoltà nella gestione della vita notturna nel centro cittadino.
Rebek: «Potrebbe essere un nuovo Ausonia»
Interessante anche la lettura di Stefano Rebek, che ha evocato un riferimento storico della notte triestina.
Secondo l’opinionista, la futura discoteca potrebbe essere considerata «come un nuovo Ausonia», anche per la distanza dal centro: abbastanza vicina per essere raggiungibile, ma sufficientemente separata dalle aree residenziali maggiormente sensibili ai rumori della movida.
Rebek ha tuttavia evidenziato una criticità: il percorso a piedi verso il Porto Vecchio e, in particolare, il passaggio attraverso piazza Libertà e gli accessi all’area.
«Risolti quei due problemi sicuramente potrebbe essere una bomba», ha affermato, soffermandosi soprattutto sulla sicurezza percepita dalle ragazze che potrebbero raggiungere il locale a piedi.
Una partita che entra nell’agenda della città
La discoteca in Porto Vecchio si conferma così uno dei dossier più significativi legati alle politiche giovanili e alla trasformazione della zona.
Dalla diretta emerge un sindaco intenzionato a trasformare l’idea in un progetto concreto e due interlocutori, Zini e Rebek, sostanzialmente favorevoli alla scelta pur con alcune condizioni legate agli orari, ai collegamenti e alla sicurezza.
La sfida sarà trasformare quello che oggi è ancora un progetto in uno spazio capace di diventare un nuovo punto di riferimento della notte triestina.
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