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Cronaca

Trieste, Dipiazza su stop pasti migranti piazza Libertà: «La città non è un far west»

redazione·
Trieste, Dipiazza su stop pasti migranti piazza Libertà: «La città non è un far west»

«La decisione assunta dalla Questura è corretta ed opportuna». Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza interviene sulle disposizioni riguardanti piazza Libertà, esprimendo sostegno alla scelta e sottolineandone la coerenza con le richieste dell’Amministrazione comunale.

Il primo cittadino accompagna il giudizio favorevole con un messaggio netto: «La città non è un far west». Al centro della sua dichiarazione, il rispetto delle regole e la contestazione di quelle che considera iniziative politiche condotte sotto il richiamo alla solidarietà.

Il sostegno alla decisione della Questura

Dipiazza afferma che il provvedimento «va nella direzione di quanto abbiamo sempre chiesto come Amministrazione».

Il sindaco rivendica quindi una continuità tra la posizione del Comune e la decisione della Questura, che giudica appropriata. Piazza Libertà torna così al centro di una presa di posizione dell’Amministrazione sul modo in cui devono essere svolte le attività nello spazio pubblico.

«Dietro il concetto nobile di solidarietà»

Il passaggio più critico della dichiarazione riguarda il rapporto tra assistenza e iniziativa politica.

Secondo Dipiazza, alcuni, «nascondendosi dietro il concetto nobile di solidarietà, portano avanti azioni politiche». Il sindaco riconosce dunque il valore della solidarietà, ma contesta quello che ritiene un suo utilizzo come copertura per finalità politiche.

Nella dichiarazione non indica nomi o singole associazioni.

Il richiamo al rispetto delle regole

La conclusione ribadisce il principio sul quale il sindaco fonda il proprio sostegno alla Questura: «Le regole ci sono e vanno rispettate da tutti».

Una posizione con cui Dipiazza conferma la linea dell’Amministrazione e difende la decisione assunta per piazza Libertà, chiedendo che il rispetto delle disposizioni valga per ogni soggetto che vi opera.

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