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Cronaca

Trieste, boom social per “I Santi”: il duo dei fratelli Puric conquista il pubblico con “Messico” (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, boom social per “I Santi”: il duo dei fratelli Puric conquista il pubblico con “Messico” (VIDEO)

Un video pubblicato quasi come un esperimento, le notifiche che iniziano ad arrivare senza fermarsi e una pagina che, nel giro di pochi giorni, comincia a raccogliere nuovi follower, commenti e condivisioni. È nato così il recente boom social de “I Santi”, il duo musicale formato dai fratelli triestini Erik e Simon Puric, protagonisti della diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi con la partecipazione di Lorenzo Giorgi.

Al centro della trasmissione c’è stato soprattutto il successo di “Messico”, il brano che ha permesso ai due giovani artisti di raggiungere un pubblico sempre più ampio. Un risultato che ha sorpreso gli stessi protagonisti, soprattutto perché la crescita più evidente è arrivata attraverso Facebook, piattaforma che inizialmente non rappresentava il principale punto di riferimento della loro strategia promozionale.

«Facebook noi non lo usavamo», ha raccontato Erik Puric, spiegando che l’attenzione del duo era rivolta soprattutto a Instagram e ai contenuti preparati per TikTok. La presenza di una pagina già attiva li ha però spinti a pubblicare anche lì i propri video. Una scelta semplice, quasi automatica, che si è trasformata rapidamente in una delle mosse più fortunate del progetto.

Il video girato sul Molo Audace

La svolta è arrivata con la pubblicazione di un video realizzato sul Molo Audace. Prima di quel contenuto, “I Santi” avevano già condiviso una decina di clip, senza però registrare una reazione paragonabile.

«Sono entrato e ho visto le notifiche che stavano costantemente arrivando», ha ricordato Erik. Non si trattava soltanto di “mi piace”, ma di un flusso continuo di commenti, condivisioni e nuove interazioni. Da quel momento anche la pagina ha iniziato a crescere, sostenuta dalla partecipazione degli utenti e dal passaparola digitale.

Nel giro di una decina di giorni, il duo ha costruito quella che Erik ha definito «una buona fanbase», composta in larga parte da persone di Trieste. La città, infatti, non rappresenta soltanto lo sfondo dei loro video, ma è diventata un elemento riconoscibile dell’identità visiva del progetto.

Molo Audace, piazza Sant’Antonio e Miramare compaiono nei contenuti pubblicati dai due fratelli, offrendo una rappresentazione di Trieste meno convenzionale rispetto a quella generalmente utilizzata nei videoclip musicali.

«Pochi artisti fanno i video a Trieste», ha osservato Erik, sottolineando come la presenza dei luoghi cittadini abbia contribuito a incuriosire il pubblico. Le immagini familiari ai triestini hanno favorito il coinvolgimento locale, mentre la forza immediata della canzone ha permesso ai contenuti di superare progressivamente i confini cittadini.

Facebook, la scelta controcorrente che ha funzionato

In un panorama musicale nel quale molti giovani artisti concentrano quasi tutta la propria attività su Instagram e TikTok, “I Santi” hanno trovato in Facebook un alleato inatteso.

«Facebook è stata una mossa vincente», ha spiegato Simon Puric. Il meccanismo delle interazioni ha consentito ai video di raggiungere anche persone che non seguivano ancora la pagina. Commenti e condivisioni hanno ampliato progressivamente la visibilità dei contenuti, facendo entrare il duo nei feed di un pubblico nuovo.

La particolarità del fenomeno riguarda anche l’età degli utenti coinvolti. Su Instagram il duo viene seguito soprattutto da persone tra i venti e i trent’anni, mentre su Facebook la partecipazione arriva frequentemente da utenti con più di quarant’anni. Una distribuzione che dimostra come “Messico” non sia rimasta confinata a una sola fascia generazionale.

Lorenzo Giorgi ha evidenziato proprio questo elemento durante la diretta, sottolineando come la musica proposta dai fratelli Puric sia «molto orecchiabile» e quindi capace di arrivare anche a un pubblico adulto. Secondo Giorgi, il ritornello del brano possiede una caratteristica decisiva: «Ti entra in testa subito».

Il sostegno ricevuto dal pubblico

Il successo non si misura soltanto attraverso il numero delle visualizzazioni. Erik e Simon hanno raccontato di aver ricevuto numerosi messaggi privati, in particolare su Facebook.

«Gli utenti di Facebook sono quelli che ci danno più supporto, scrivendo anche messaggi bellissimi», ha spiegato Simon. I due artisti si sono accorti che la loro musica stava uscendo dalla cerchia degli amici quando hanno iniziato a vedere il brano utilizzato nelle storie pubblicate da persone che non conoscevano.

«Mi ritrovavo qualche storia di qualche persona che non conoscevo e aveva pubblicato una foto con la nostra canzone», ha raccontato Simon. Un segnale importante per un progetto indipendente, perché dimostra la capacità di un brano di entrare spontaneamente nella quotidianità degli ascoltatori.

Su Facebook, oltre ai commenti pubblici, sono arrivati «tantissimi messaggi in privato», ha aggiunto Erik. Un rapporto diretto con il pubblico che il duo considera prezioso e al quale dedica molto tempo, rispondendo alle reazioni e mantenendo viva la conversazione intorno alle proprie canzoni.

Una strategia costruita su tanti contenuti brevi

Il boom social de “I Santi” non deriva tuttavia soltanto dalla casualità. Dietro ai video esiste un lavoro preciso di progettazione, registrazione e pubblicazione.

Per promuovere “Messico”, Erik e Simon hanno scelto di non realizzare un unico videoclip tradizionale di oltre tre minuti. Hanno invece preferito produrre numerosi contenuti brevi, ciascuno della durata di circa quindici o venti secondi.

«Abbiamo preferito dedicare magari venti mini video e pubblicarli costantemente», ha spiegato Erik. Una scelta coerente con il funzionamento delle piattaforme social, che tendono a valorizzare la continuità e la frequenza delle pubblicazioni.

Dietro pochi secondi di immagini, però, può esserci una preparazione molto più complessa. Per i video più strutturati vengono organizzati il luogo, gli abiti, gli orari, le luci, i colori, il videomaker e, in alcuni casi, anche il noleggio di una vettura.

«C’è tantissimo lavoro per poi racchiudere tutto questo lavoro in quindici secondi di video», ha sottolineato Erik.

Musica, immagine e comunicazione

Per “I Santi”, la parte social non è un elemento secondario rispetto alla musica. Fa parte di un progetto più ampio nel quale produzione, immagine e comunicazione devono muoversi insieme.

Erik ha riconosciuto con grande franchezza il peso assunto oggi dai social nella costruzione della carriera di un artista emergente. «Purtroppo quasi tutto», ha risposto quando gli è stato chiesto quanto fosse importante la comunicazione digitale per una band.

La frase non nasconde una certa consapevolezza critica. Secondo il musicista, nel panorama contemporaneo l’immagine e il personaggio possono talvolta assumere un peso superiore alla sostanza artistica. Proprio per questo i due fratelli cercano di unire la conoscenza musicale a una comunicazione capace di catturare l’attenzione.

Il risultato è un progetto in cui nulla viene delegato completamente all’esterno. I brani nascono in casa, vengono prodotti nel loro studio e accompagnati da una serie di contenuti ideati direttamente dai due artisti.

Il sogno di portare Trieste oltre i confini cittadini

Il successo di “Messico” rappresenta per Erik e Simon un primo passaggio, non un punto di arrivo. Il duo vuole continuare a definire la propria identità prima di affrontare talent televisivi o collaborazioni con altri artisti.

Nel frattempo, Trieste resta il punto di partenza visivo e umano del progetto. Le immagini della città hanno contribuito alla crescita social e possono diventare uno strumento per raccontare il territorio a un pubblico nazionale.

Lorenzo Giorgi ha espresso un giudizio particolarmente fiducioso sul futuro dei due fratelli: «Avremo sicuramente grosse soddisfazioni per Trieste da questi due ragazzi». Un augurio che fotografa il clima di entusiasmo nato intorno al duo.

“I Santi” sono ancora nelle prime fasi del loro percorso, ma il pubblico ha già iniziato a riconoscerli. Il ritornello di “Messico”, le immagini girate nei luoghi simbolo di Trieste e la capacità di dialogare con generazioni differenti hanno acceso una scintilla digitale che ora Erik e Simon dovranno trasformare in un cammino artistico sempre più solido.

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