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Cronaca

Trieste, altro che panchine: un cittadino immagina piazza Sant’Antonio con il campo di bocce

redazione·
Trieste, altro che panchine: un cittadino immagina piazza Sant’Antonio con il campo di bocce

Un campo di bocce nel cuore di piazza Sant’Antonio, per allietare le mattinate e le giornate dei tanti pensionati di Trieste. È la proposta lanciata sui social da un triestino, accompagnata da un’immagine che immagina la piazza trasformata in un piccolo salotto sportivo all’aperto.

Davanti alla chiesa, nella rappresentazione, compare una pista con tanto di sponde, bocce colorate e pallino. Ai lati, sedie e spettatori, mentre un giocatore si prepara al tiro sotto lo sguardo attento dei presenti. Una scena immaginata, non la fotografia di un intervento realizzato, che porta nel centro cittadino una domanda semplice e scherzosa: e se tra una passeggiata e un caffè ci scappasse anche una partita?

Il pallino si prende la piazza

L’idea ha il pregio dell’immediatezza: uno spazio per giocare, incontrarsi e trascorrere qualche ora in compagnia. Il tutto con una cornice che, quanto a colpo d’occhio, avrebbe pochi rivali. Perché un conto è avvicinarsi al pallino, un altro è farlo con la facciata di Sant’Antonio sullo sfondo.

Nell’immagine che accompagna la proposta non manca il pubblico: persone sedute lungo i bordi, altre in piedi a osservare e un’attenzione collettiva concentrata sulla partita. Una versione della piazza in cui il gesto decisivo della mattinata potrebbe diventare un tiro ben calibrato.

E per immaginare il resto basta poco: consigli dalla seconda fila, distanze valutate a occhio e discussioni millimetriche su quale boccia sia davvero più vicina. Tutto, naturalmente, nel torneo di fantasia suggerito dalla scena.

Una partita e quattro chiacchiere

Dietro il tono leggero, la proposta mette al centro la possibilità di stare insieme e vivere gli spazi cittadini. Il campo di bocce diventa così il pretesto per immaginare giornate scandite anche da un appuntamento condiviso, con chi gioca e chi preferisce assistere.

Non servirebbe essere campioni per trovare il proprio posto nella scena: qualcuno al tiro, qualcuno a tenere il conto e qualcun altro, inevitabilmente, convinto di aver capito tutto della partita prima ancora del primo lancio.

Il destinatario dell’idea è chiaro: i pensionati triestini, ai quali il cittadino propone idealmente un’occasione in più per trascorrere mattinate e pomeriggi in compagnia, proprio nel cuore della città.

Per ora si gioca soltanto con la fantasia

Si tratta di una proposta social, senza elementi che indichino un progetto approvato o una trasformazione programmata della piazza. L’immagine serve a dare forma all’idea, mostrando come potrebbe apparire quell’insolito campo davanti alla chiesa.

Per adesso, dunque, niente iscrizioni al torneo e nessuna corsa a prenotare la pista. Resta lo spunto di un triestino che ha immaginato una piazza diversa, dove alla passeggiata si aggiunge la partita e il pubblico ha già trovato posto.

E almeno in questa versione di Sant’Antonio, per una volta, avere il pallino sarebbe una questione strettamente sportiva.

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