Trieste, 50 minuti di attesa alle Poste per 20 secondi allo sportello: «Mai più in Posta Centrale»

Cinquanta minuti di attesa per un’operazione durata appena una manciata di secondi. È la segnalazione arrivata da una triestina dopo una mattinata trascorsa alle Poste Centrali di Trieste, dove si era recata per consegnare un pacco destinato a una spedizione Vinted.
La cittadina racconta di essere arrivata attorno alle 10.30 e di aver trovato una situazione che, almeno inizialmente, le era sembrata gestibile.
«Solo 15 persone in attesa, pensavo di cavarmela in 25 minuti»
«Vedo che ci sono solo 15 persone in attesa, tre sportelli aperti, su 20? Faccio un calcolo veloce e mi dico: cinque persone a sportello, 25 minuti massimo. Decido di rimanere… che errore», racconta.
L’attesa, però, si sarebbe prolungata molto più del previsto.
«Persone appena entrate venivano servite subito»
La parte che ha lasciato maggiormente perplessa la triestina riguarda il sistema di chiamata agli sportelli.
«Non so come funzioni la macchina che assegna i numeri agli sportelli, ma persone che erano appena entrate subito servite… io e altre sempre ad aspettare», riferisce.
Un meccanismo che, nella percezione della cliente, avrebbe reso l’attesa ancora più difficile da comprendere.
50 minuti di attesa, 20 secondi allo sportello
Alla fine il bilancio della mattinata è netto: 50 minuti di attesa per una pratica risolta, secondo quanto raccontato, in circa 20 secondi.
Un rapporto che ha alimentato tutta la frustrazione della segnalazione.
«Mai più in Posta Centrale», conclude la cittadina.
Il tema dell’organizzazione degli sportelli
La segnalazione riporta l’attenzione su un tema molto concreto: la gestione delle code e dei flussi negli uffici postali, soprattutto quando il numero degli sportelli effettivamente operativi appare ridotto rispetto alla struttura complessiva.
Dal racconto non è possibile ricostruire il funzionamento tecnico del sistema di prenotazione e chiamata né stabilire se alcune pratiche avessero priorità o percorsi differenti. Resta però il disagio percepito da chi, entrando per un’operazione rapidissima, si è trovato ad aspettare quasi un’ora.
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