Terza corsia e nuove opere, la Venezia-Trieste cambia volto con il maxi piano da un miliardo

Un miliardo di euro di investimenti, una visione di lungo periodo e un’arteria considerata sempre più strategica per l’Italia e per l’Europa. È questo lo scenario che emerge lungo l’asse autostradale della A4 Venezia-Trieste, al centro di un imponente piano di trasformazione del sistema trasportistico del Veneto e del Nord Est.
Le garanzie sul maxi investimento sono state confermate al presidente del Veneto Alberto Stefani dal presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, nel corso del loro primo incontro istituzionale. Un confronto definito decisivo per porre le basi di una strategia condivisa che guarda al 2053, anno di scadenza della concessione autostradale.
La A4 come spina dorsale dei traffici europei
La A4 Venezia-Trieste è oggi considerata un asse baricentrico intermodale dei traffici da e verso l’Europa. Un ruolo confermato dai numeri: nel 2025 i transiti hanno raggiunto quota 54 milioni, con un aumento di 2 milioni rispetto al 2024, 4 milioni in più rispetto al 2023 e ben 20 milioni in più rispetto al 2002. Dati che raccontano una crescita costante e che giustificano la necessità di un adeguamento strutturale dell’infrastruttura.
Terza corsia, il cuore del maxi progetto
L’obiettivo principale condiviso da Regione e concessionaria è il completamento della terza corsia della A4 nel tratto tra San Donà di Piave e Portogruaro. L’approvazione del progetto esecutivo è prevista per la fine del 2026, mentre l’avvio dei lavori è programmato per il primo trimestre del 2027. Con un valore economico di 870 milioni di euro, si tratta attualmente della più grande opera infrastrutturale in fase di progettazione nel Nord Italia.
Il progetto prevede una ricostruzione profonda dell’intero tratto: nove ponti su corsi d’acqua, tra cui i nuovi ponti sui fiumi Malgher e Livenza, dodici sottopassi tra viabilità ordinaria e linee ferroviarie, oltre cinquanta attraversamenti idraulici, tre cavalcavia, un nuovo svincolo e casello a San Stino di Livenza e l’adeguamento delle rampe dello svincolo di Cessalto. Un intervento che, per dimensioni e complessità, ridisegnerà il volto dell’autostrada.
Le opere già pronte al debutto
In parallelo alla progettazione della terza corsia, sono in arrivo opere già pronte per essere inaugurate. Nei prossimi giorni verrà aperta la nuova area di sosta per i mezzi pesanti di Fratta Nord e Sud, con 161 nuovi stalli dedicati ad autoarticolati, mezzi frigoriferi e camper. Un investimento da oltre 13 milioni di euro pensato per migliorare sicurezza e qualità della sosta lungo l’arteria.
Sempre a breve è prevista l’inaugurazione della nuova caserma della Polizia Stradale di San Donà, completamente ristrutturata con un investimento di 3,44 milioni di euro, a beneficio delle forze dell’ordine impegnate nel controllo di un tratto che nei prossimi mesi sarà interessato da importanti cantieri.
Barriere, bypass e tangenziali strategiche
Tra gli interventi in corso rientra anche l’adeguamento della barriera di Portogruaro, necessario per potenziare il bypass A28/A27 alla luce dell’aumento dei flussi di traffico registrati negli ultimi anni. L’intervento prevede la realizzazione di tre nuove piste, per un quadro economico di circa 13 milioni di euro.
Nel piano di Autostrade Alto Adriatico figura inoltre il completamento della tangenziale Pancino, considerata un’opera strategica a supporto della terza corsia, con un investimento di 40 milioni di euro. La nuova infrastruttura collegherà la statale 14 con la provinciale 59, migliorando la viabilità nei comuni di San Stino di Livenza e Annone Veneto.
Lo svincolo di Alvisopoli e il futuro di Bibione
Guardando oltre il completamento della terza corsia, il piano economico-finanziario prevede anche la realizzazione dello svincolo di Alvisopoli, al servizio della località balneare di Bibione. Un’opera da quasi 70 milioni di euro, comprensiva di nuovo casello con otto porte e di una nuova viabilità di collegamento lunga circa 3,7 chilometri, destinata a rafforzare l’accessibilità del Veneto sud-orientale.
Competitività e sviluppo del Nord Est
“Sull’efficienza delle infrastrutture si gioca il presente e il futuro della competitività dei territori del Nord Est, ma anche del nostro Paese e dell’Europa”, ha sottolineato Marco Monaco. Un messaggio che sintetizza la portata strategica del piano: non solo cantieri e numeri, ma una visione infrastrutturale destinata ad avere ricadute economiche, logistiche e occupazionali di lungo periodo.
Con un miliardo di euro di investimenti complessivi, la A4 Venezia-Trieste si prepara così a diventare una delle principali colonne portanti dei traffici europei, proiettando il Veneto e l’intero Nord Est al centro delle grandi direttrici continentali.
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