Slovenia, il rombo dei motori potrebbe tornare sul Carso: Divaccia di nuovo in corsa per un autodromo

Potrebbe sembrare il ritorno di un sogno rimasto chiuso in un cassetto per oltre trent’anni. E invece Divaccia torna nuovamente tra le possibili località per la realizzazione di un autodromo sloveno, riaprendo una questione che sul Carso affonda le proprie radici in decenni di proposte, ipotesi e discussioni.
L’idea di costruire un circuito automobilistico nell’area non è infatti nuova. Di un autodromo da queste parti si parla da oltre trent’anni, ma oggi il progetto sembra riaffacciarsi con una nuova prospettiva.
Divaccia nuovamente tra le località considerate
Secondo quanto riportato, il ministero competente starebbe preparando un progetto legato alla realizzazione di un circuito e starebbe contemporaneamente esaminando diverse possibili localizzazioni.
Tra le proposte ricevute compare nuovamente anche l’area di Divaccia.
Un ritorno che inevitabilmente riaccende l’immaginazione degli appassionati di motori: il Carso potrebbe davvero diventare uno dei nuovi punti di riferimento del motorsport sloveno?
Per ora siamo ancora nel terreno delle possibilità, ma il solo fatto che Divaccia sia tornata tra le aree prese in considerazione riporta al centro una storia che sembrava destinata a restare soltanto sulla carta.
Un progetto che attraversa più di trent’anni
La possibilità di realizzare un autodromo nell’area carsica viene discussa da moltissimo tempo.
Già nel 2003, secondo quanto riportato nel servizio, l’atto urbanistico comunale menzionava esplicitamente la possibilità di un autodromo.
Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché dimostra come l’ipotesi non sia nata oggi e come il tema sia rimasto, in forme diverse, nel dibattito locale per decenni.
Il nodo ambientale del Carso
Ma proprio qui emerge il principale ostacolo.
Uno studio sulla pianificazione territoriale del Carso risalente al 2012 avrebbe infatti inserito il circuito tra quelle iniziative considerate non coerenti con le specifiche caratteristiche naturali del territorio carsico.
Ed è questo il punto sul quale potrebbe giocarsi gran parte della partita.
Da una parte c’è il richiamo di un’infrastruttura capace potenzialmente di dare una nuova identità sportiva all’area. Dall’altra c’è un territorio dalle caratteristiche ambientali particolari, che impone valutazioni precise sulla compatibilità di un progetto di queste dimensioni.
Motorsport contro tutela del territorio?
Il futuro dell’eventuale autodromo potrebbe quindi dipendere proprio dalla capacità di conciliare queste due esigenze.
Il Carso non è un territorio qualsiasi e un’infrastruttura destinata alle competizioni motoristiche avrebbe inevitabilmente un impatto significativo da valutare sotto il profilo urbanistico e ambientale.
Al momento, però, non si parla ancora di una decisione definitiva.
Il ministero sta esaminando diverse località e Divaccia rappresenta una delle possibilità sul tavolo.
Un sogno che torna a ruggire
Per gli appassionati, comunque, il solo ritorno di Divaccia nella discussione ha un sapore particolare.
Dopo più di tre decenni di ipotesi, progetti e frenate, l’idea di vedere finalmente un circuito sul Carso torna a essere evocata.
La domanda, inevitabilmente, è una sola: dopo oltre trent’anni, sul Carso tornerà davvero a rombare un autodromo?
Per ora resta un interrogativo. Ma questa volta il progetto, almeno sulla carta, sembra essere tornato davvero in pista. A riferirlo il portare sloveno Regional.
foto ia
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