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Cronaca

Roberti: "Provvedimenti del Governo favoriscono ingresso dei clandestini"

Luca Marsi·
La Commissione speciale immigrazione e italiani all'estero della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che si è tenuta oggi in videoconferenza, ha espresso parere negativo a maggioranza sul decreto legge 130 del 21 ottobre 2020 "Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare".
 
"È prevalsa la posizione del Friuli Venezia Giulia, allineata a quella di Lombardia, Veneto, Liguria, Marche e Basilicata rispetto ad un provvedimento normativo la cui entrata in vigore produrrebbe gravi effetti nel Paese, soprattutto a livello socio economico", ha commentato l'assessore regionale alle Politiche dell'immigrazione, Pierpaolo Roberti, a margine della riunione.
 
Secondo la posizione espressa dalla maggioranza delle Regioni (fatta eccezione per Emilia Romagna e Campania), i provvedimenti proposti dal Governo comportano un aumento del numero di immigrati sul territorio nazionale, favoriscono l'ingresso di clandestini e incrementano i costi a carico delle amministrazioni locali per l'impiego di servizi sociali.
 
Per quanto riguarda la protezione internazionale degli stranieri, la normativa vigente prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per l'interessato, il rischio di tortura. Con il decreto si aggiunge, oltre a questa ipotesi, il rischio che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l'espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare.
 
"Sono concetti tecnicamente a dir poco sfuggenti e generici", si legge nel parere inviato dalla Regione Friuli Venezia Giulia a firma di Roberti, che rimarca come "di fatto venga reintrodotto l'abrogato istituto della protezione umanitaria. In tal modo, si allarga nuovamente, anche con una certa discrezionalità, il ventaglio di possibilità per quanto riguarda i cosiddetti permessi speciali, così tanto diffusi tra i migranti presenti in Italia, garantendo nel nostro Paese un livello di protezione superiore rispetto a quello offerto dagli altri Paesi europei. Di fatto rendiamo l'Italia un Paese più attrattivo rispetto agli altri stati".
 
Roberti si è detto inoltre contrario alla decisione di attivare, già nella fase della prima accoglienza, alcuni programmi di inserimento come i corsi di lingua italiana, i servizi di orientamento legale e al territorio e altre iniziative di carattere assistenziale che adesso vengono garantite solo in un secondo momento. "In tale maniera - ha evidenziato - si incoraggia chi arriva nel nostro Paese pur non possedendo ancora i titoli per rimanervi". "Ciò aumenta i costi di gestione delle strutture di accoglienza - ha rimarcato l'assessore -, costi che saranno sicuramente sostenuti con risorse sottratte ai rimpatri ed alle espulsioni. Un'evenienza inaccettabile rispetto alle esigenze di sicurezza dei cittadini".
 
"La Regione Friuli Venezia Giulia così fortemente esposta alle problematiche derivanti dal massiccio fenomeno migratorio lungo la rotta balcanica, non può che esprimere un parere complessivamente negativo sul provvedimento in esame, posto che quest'ultimo sembra voler assecondare un cedimento del contrasto all'immigrazione irregolare" ha concluso Roberti. 
 
Comunicato stampa Regione Fvg

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