Il “Propileo di San Giusto” è un ingresso monumentale di epoca romana, costituito da colonnati e scale, risalente al I secolo d. C., situato all’interno del campanile della Cattedrale di San Giusto. Il monumento, malgrado l’eccezionale livello di conservazione “in alzato” con basamento, colonne e attico che si presentano tuttora in situ (caso unico nel panorama del nord Italia) e l’alta qualità dell’apparato decorativo, risulta pressoché sconosciuto al pubblico non specializzato, sia perché buona parte dei suoi elementi compositivi in pietra bianca si presentano “oscurati” dalla patina del tempo, sia per una presenza non sufficientemente capillare di forme di comunicazione e promozione attorno ad esso.
Nello spirito di rendere un service alla città che andasse a favore non solo dei suoi abitanti e dei fedeli che frequentano la Cattedrale di San Giusto, ma anche di contribuire ulteriormente alla promozione del patrimonio storico-artistico e culturale di Trieste a scopo turistico, il Rotary Club Trieste ha ideato un progetto per il suo restauro e valorizzazione.
Il progetto prevede:
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la pulizia delle superfici lapidee del basamento del propileo romano inglobato nella torre campanaria e il loro restauro
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il restauro delle vetrate esterne, che allo stato attuale, non permettono la vista dei beni archeologici, il rifacimento della pavimentazione dell’ingresso e di alcuni punti del percorso di visita con il posizionamento di vetri che mettano in luce preesistenze/decori attualmente nascoste/inaccessibili
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la rimozione di una porzione della struttura lignea di un solaio (sopra l’attico del propileo) per mettere in luce l’articolato palinsesto archeologico-architettonico della torre
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la posa in opera di un nuovo sistema di illuminazione che enfatizzi i profili architettonici, i fregi e le sequenze/sovrapposizioni strutturali del monumento
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la messa in sicurezza di alcune sue parti
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l’organizzazione di un percorso di visita che si dispiegherà dall’originario accesso monumentale all’attico del propileo e, infine, alla cella campanaria. Un itinerario “misto”, in cui saranno evidenziate le molteplici fasi di “incastellamento” dell’edificio romano (incorporato nel primo campanile romanico e poi, a sua volta, inglobato nella più ampia torre trecentesca) e saranno posti in risalto antichi magisteri costruttivi, simbolismi, segni della storia, degli usi e delle tradizioni locali
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l’apposizione di targhe/pannelli esplicativi lungo il percorso, volti ad agevolare la comprensione del monumento nel suo complesso e delle diverse fasi della sua costruzione
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il miglioramento del locale di accesso al piano terreno
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il montaggio di una webcam sulla cima del campanile, collegata con i maggiori siti delle istituzioni locali.
Il service si concluderà con la pubblicazione di un volumetto, che si inserirà nella collana che il Rotary Club Trieste edita da più di vent’anni sui monumenti della città, volto in questo caso a valorizzare un percorso turistico tra le testimonianze della Trieste romana.
Il restauro di questa importantissima testimonianza, racchiusa nel campanile, oltre a restituirla alla vista e al godimento di cittadini e turisti, consentirà di poter ripercorrere tutta la storia di Trieste all’interno di uno spazio relativamente limitato: dall’epoca romana a quella medievale per arrivare alla Trieste settecentesca, a quella ottocentesca, fino alle testimonianze di questo ultimo secolo. Una volta terminati i lavori, infatti, la visita al campanile permetterà di avere una visione di tutte queste fasi con, una volta raggiunta la sommità, il privilegio di godere di una delle più belle viste sulla città, da un’area, quella del Colle di San Giusto, che è già la seconda più visitata di Trieste, immediatamente alle spalle del Castello di Miramare.
Il progetto, frutto di un’intuizione emersa la scorsa estate – e realizzato con il sostegno economico e professionale del Rotary Club Trieste, e quello economico della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali – è stato condiviso con la Soprintendenza per l'archeologia, le belle arti e il paesaggio del Friuli Venezia Giulia, la Parrocchia della Basilica Cattedrale di San Giusto Martire, la Diocesi di Trieste e ha trovato gli auspici della Presidenza Regionale Friuli Venezia Giulia del FAI - Fondo Ambiente Italiano. In seguito alle necessarie approvazioni da parte degli Enti preposti, nei giorni scorsi hanno potuto prendere il via i lavori, che si protrarranno per circa 3 mesi. Il progetto vede l’arch. Ing. Aulo Guagnini come progettista e responsabile dei lavori e l’avv. Alessandro Zanmarchi coordinatore degli aspetti tecnico giuridici dell’intervento. Le aziende esecutrici sono la Benussi e Tomasetti e l’Opera Est.
Alla presentazione del progetto e del cantiere alla stampa sono intervenuti: Francesco Granbassi, Presidente del Rotary Club Trieste; Francesco Slocovich, Presidente delle Fondazioni Casali; Mons. Pier Emilio Salvadè, vicario generale della Diocesi di Trieste; Simonetta Bonomi, Soprintendente per l'archeologia, le belle arti e il paesaggio del Friuli Venezia Giulia; Roberto Dipiazza, Sindaco del Comune di Trieste e Tiziana Sandrinelli, Presidente Regionale Friuli Venezia Giulia del FAI - Fondo Ambiente Italiano.
Trieste, 12 febbraio 2020
DICHIARAZIONI
“A inizio dell’annata rotariana ci siamo confrontati con la nostra neocostitutita commissione dedicata alla cultura su quello che poteva un service importante per la città. E abbiamo individuato questo intervento tra gli obiettivi dell’anno. Ci siamo buttati a capofitto e, grazie ad un rapporto da subito molto produttivo e collaborativo con la Sovrintendenza, abbiamo avuto i permessi per intervenire in tempi record, trovando immediatamente appoggio anche dal FAI FVG, presieduto da Tiziana Sandrinelli. Sottolineo come, anche in questo caso, dalla collaborazione tra enti e istituzioni nascano i progetti migliori. Esprimo un grazie riconoscente ai soci Guagnini e Zanmarchi, alla Fondazione Casali presieduta da Francesco Slocovich che ha creduto da subito assieme a noi in questa iniziativa, alla professoressa Verzar, consulente scientifica, alla sovrintendente Bonomi al Sindaco Dipiazza, che in un incontro risalente all’anno scorso fu il primo a suggerirci di concentrare la nostra attenzione sul colle di San Giusto” – questo il pensiero di Francesco Granbassi, pesidente del Rotary Club Trieste – “E un plauso alle imprese coinvolte, per la parte di restauro la Opera Est di Claudia Ragazzoni e per quella edile la Benussi & Tomasetti. I lavori, iniziati da qualche giorno, stanno dando grandi risultati”.
“Dal
2002 al dicembre 2019 la Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali ha effettuato quasi 600 interventi a favore del settore della Cultura – ha dichiarato Francesco Slocovich, Presidente delle Fondazioni Casali – Quello che viene presentato oggi ci vede parte sostenitrice di un restauro accanto al Rotary Club Trieste con cui abbiamo collaborato positivamente più volte, anche nel recente passato, in uno dei luoghi “biglietto da visita” della nostra città”.
“Siamo lieti che attorno a un progetto per il restauro e la valorizzazione di una testimonianza romana così importante si sia attivata l’iniziativa di un club privato che agisce con spirito “pubblico”, rendendo un servizio alla collettività” ha sostenuto Simonetta Bonomi, Soprintendente per l'archeologia, le belle arti e il paesaggio del Friuli Venezia Giulia
“Il Colle di San Giusto, come testimoniano i numeri dei visitatori del Castello negli ultimi anni, si è affermato sempre di più come uno dei luoghi più amati dai turisti che scelgono Trieste – ha affermato il Sindaco – Questo intervento è dunque prezioso perché contribuisce ad arricchire ulteriormente l’offerta di visita e a valorizzare un patrimonio, quello della Trieste romana, che a partire dal Colle, dove ci sono le importanti tracce della Basilica Romana, i visitatori potranno poi seguire scendendo in centro città, lungo un “itinerario” che connette il Lapidario, l’Arco di Riccardo in piazza Barbacan, l’Antiquarium e il Sepolcreto (via della Cattedrale / via di Donota), il Teatro Romano in via del Teatro Romano, fino alle tracce visibili in Cavana (via dei capitelli e area di Crosada)”.
“Dal 1975 il FAI si impegna ogni giorno, in varie forme, per proteggere la bellezza del nostro Paese – ha dichiarato Tiziana Sandrinelli, Presidente Regionale Friuli Venezia Giulia del FAI - Fondo Ambiente Italiano – Quando ci è stato presentata quest’iniziativa non abbiamo potuto che essere lieti dell’intuizione di voler valorizzare un bene poco conosciuto, come è oggi il Propileo, che potrà essere guardato tra pochi mesi, con “occhi diversi” sia per la pulizia e il restauro che lo avrà coinvolto, sia per il progetto di promozione e comunicazione in cui verrà inserito”.