Premiato a Trieste: Aran Cosentino rappresenta l’Italia alla Biennale di Tashkent

Un riconoscimento ricevuto a Trieste e un nuovo traguardo sulla scena artistica internazionale: il giovane fotografo friulano Aran Cosentino è stato selezionato per rappresentare ufficialmente l’Italia alla XI Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Tashkent, in Uzbekistan.
La manifestazione, intitolata “Orizzonte degli eventi”, si è svolta dal 12 al 16 ottobre 2026. Cosentino ha esposto sette opere alla Casa della Fotografia, entrando in una selezione di sei fotografi provenienti da tutto il mondo, all’interno di una rassegna che ha riunito 140 artisti di 34 nazioni.
Per l’autore, insignito nel 2025 a Trieste del titolo di “Fotografo ambientalista di eccellenza”, la partecipazione segna un ulteriore passaggio in un percorso che intreccia formazione, ricerca visiva e attenzione all’ambiente.
Il riconoscimento a Trieste e il palcoscenico di Tashkent
Il legame con Trieste passa attraverso il riconoscimento ottenuto lo scorso anno, richiamato tra i risultati del giovane autore. Un attestato che trova continuità nei temi affrontati dalla sua fotografia: il rapporto tra uomo e pianeta, la memoria e la salvaguardia dell’ambiente.
Alla Biennale, Cosentino ha portato una selezione di sette fotografie, sei a colori e una in bianco e nero, inserite in un contesto internazionale dedicato anche alla pittura e alle installazioni.
Le sue opere sono state esposte accanto ai lavori di altri cinque fotografi: Agdes Bagirzade, Tamasy Hanosh Molnar, Abdul-Ganiu Dermani, Olga Volodina e Gulmaral Tattibay.
Le opere nella Casa della Fotografia
L’esposizione che ha accolto i lavori di Cosentino è stata inaugurata martedì 13 ottobre nelle sale della Casa della Fotografia di Tashkent, nel distretto di Mirobad.
Ospitata in un edificio storico del 1934, di fronte al Palazzo dei Forum, la struttura è uno dei luoghi culturali della capitale uzbeka. Per questa edizione della Biennale ha accolto delegazioni di 12 Paesi esteri.
L’apertura della mostra è stata accompagnata dalla performance “Zahhak: The Awakening of Power”, proposta dalla compagnia teatrale QurulToy Theatre.
La selezione di Cosentino è maturata grazie ad Aida Abdullaeva, artista, stilista e presidente dell’associazione culturale Progetto Angeli, attiva nei rapporti culturali tra Italia e Uzbekistan e coinvolta nel coordinamento della presenza italiana.
Una Biennale tra identità, memoria e nuove immagini
Promossa dall’Accademia Statale di Belle Arti dell’Uzbekistan e dalla curatela della storica dell’arte Z. Zaynutdinova, l’undicesima edizione ha messo in relazione tradizione e linguaggi d’avanguardia.
La mostra centrale, inaugurata il 12 ottobre nella Sala espositiva dell’Accademia, ha riunito 140 artisti provenienti da 34 Paesi, con circa mille opere tra pittura, grafica, scultura e installazioni.
Tra i temi della rassegna figuravano il rapporto tra intelligenza artificiale ed esperienza umana, tra identità reale e simulazione. La Biennale si è sviluppata attraverso progetti ospitati in spazi ufficiali e in altri luoghi della città, coinvolgendo un pubblico complessivo stimato in circa 10 mila persone.
In questo scenario, le fotografie di Cosentino hanno portato uno sguardo sulla condizione contemporanea, sulla memoria e sul rapporto con l’ambiente.
Dalla formazione artistica alle esperienze internazionali
Nato a Udine nel 2002 e cresciuto nelle Valli del Natisone, Cosentino si è laureato con 110 e lode in Arti Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Venezia, con una tesi su Ombra in Carl Gustav Jung.
È attualmente iscritto all’ultimo anno del biennio magistrale di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel suo percorso figurano collaborazioni con il direttore della fotografia Peter Zeitlinger, esperienze legate a Venice Movie Makers, Reza Deghati, Stefan Rappo e Arthur Hubert Legrand, oltre alla partecipazione come performer al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2024, per l’opera di Massimo Bartolini.
Tra i riconoscimenti riportati figurano inoltre la Menzione di merito al Premio Nino Migliori, il Premio Ordine San Stanislao, il Premio Austria Imperialis e gli attestati di merito del Club per l’UNESCO di Udine e della F.I.D.C.A.
La fotografia come ponte culturale
La presenza italiana alla Casa della Fotografia ha compreso anche le opere dell’autore goriziano Andreas Martin Fedrigo, presentate attraverso una videoinstallazione.
La partecipazione alla Biennale ha così offerto un’occasione di incontro tra percorsi artistici italiani e scena culturale uzbeka. Per Cosentino, il traguardo di Tashkent si aggiunge a una crescita professionale nella quale anche Trieste, con il riconoscimento del 2025, ha avuto un ruolo.
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