Pini di Grignano, le associazioni non si arrendono: scatta la protesta in Piazza Unità

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:
“La vicenda dei pini di Grignano sembrava essere arrivata al capolinea lunedì scorso, quando sono comparse le grate da cantiere a delimitare l’area per il loro abbattimento. Ma le associazioni non si arrendono, e anzi rilanciano la mobilitazione a seguito dell’incontro avuto in Regione giovedì con la Direzione regionale responsabile del progetto.
“Ci chiediamo perché ci abbiano convocati, visto che non c’è stata alcuna intenzione di mediare - dichiara Renato La Rosa, Vicepresidente del Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste -. Durante l’incontro la Direzione regionale ha solo cercato di convincerci che il destino dei pini fosse segnato, offrendoci una nuova motivazione, diversa dalle due versioni precedentemente messe nero su bianco. Questa volta, la spiegazione sarebbe che le precedenti fasi di progettazione non avevano tenuto conto delle linee guida nazionali che prevedono uno stallo ogni due barche. Curioso, considerando che la prima versione del motivo dell’abbattimento, contenuta in una nota informativa del 2025 della stessa RUP, scriveva che “nell’ottica di dare continuità ed omogeneità progettuale, la medesima soluzione (ovvero l’abbattimento di tutti i pini dell parte nord, ndr) potrà essere considerata anche per la parte dei parcheggi a sud…”, mentre nella relazione della variante è scritto che “Già durante le fasi di approvazione del progetto esecutivo sono emerse spinte alla modifica della zona sud, rilevando un’eccessiva penalizzazione nel numero di posti auto” e che la variante è frutto di “lunghe mediazioni e confronti”. A quale versione dovremmo credere?”
Le associazioni hanno quindi deciso di rilanciare la mobilitazione: hanno inviato una mail al Presidente Fedriga, lamentandosi dell’esito dell’incontro, hanno convocato un presidio per lunedì 19 ottobre alle 18 sotto la sede della Regione in Piazza Unità e verrà fatto un volantinaggio nel weekend, chiedendo l’adesione a una lettera aperta al Presidente.
“Riguardo le linee guida nazionali è facile obiettare che, in quanto tali, non costituiscono un vincolo, tanto più per un porticciolo che ha già una sua storia - spiega La Rosa -. Perché non richiamare allora le linee guida, i piani e le strategie, nazionali ed europee che raccomandano la conservazione degli alberi per le loro funzioni di mitigazione delle emissioni climalteranti e di adattamento climatico, in questa fase molto più rilevanti nel bilanciamento di interessi? Per non dire del Regolamento UE per il Ripristino della Natura che impone la salvaguardia della copertura arborea degli ecosistemi urbani. Che dire poi delle pressioni (“spinte”) cui si fa cenno nella relazione progettuale, che fanno intravvedere un vizio di imparzialità e di trasparenza dell’azione amministrativa, attribuendo ai parcheggi ai fini settoriali (turismo e concessioni demaniali marittime) un interesse prevalente rispetto alla fruizione pubblica generale dell’area che non è in concessione? È utile ricordare che il progetto viene definito in tutti gli atti come “intervento urgente di ripristino” della pavimentazione, benché siano intercorsi quasi otto anni dall’avvio della progettazione preliminare. Tuttavia, nella prospettiva di semplice messa in sicurezza, il progetto esecutivo del 2024 prevedeva una zona sud prevalentemente pedonale e destinata ad attività ricreative, definita anche “passeggiata a mare”, con accessi controllati e riservati ai concessionari delle marine, dove i parcheggi entro l’area controllata erano limitati a 9 unità. Oltretutto, appare alquanto strano che nonostante tutte le modifiche l'importo dei lavori non sembri sia stato aggiornato. Perché appaltatore, Direttore Lavori e Regione non hanno aggiornato il quadro economico dei lavori? La variante non può stravolgere le finalità definite nel progetto esecutivo, in quanto è uno strumento previsto dal Codice dei contratti pubblici per risolvere gli imprevisti, non per rifare i progetti già appaltati”.
“Presidente, diciamolo chiaramente: l’intervento conservativo da Lei preannunciato nel comunicato nel 2021 si poteva realizzare. I suoi Assessori e la Direttrice, invece, hanno scelto di fare esattamente il contrario, ignorando il prezioso patrimonio arboreo e il valore paesaggistico, nonché la volontà della cittadinanza. Ma allora, chi ci governa? Gli Assessori, la Direttrice o il Governatore?” concludono le associazioni.”
Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste APS
Gruppo Riva Massimiliano e Carlotta
Associazione “Costituzione32”
WWF Friuli Venezia Giulia
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