PIL e industria, Fvg in ripresa: investimenti al +2% e l'Alto Adriatico punta su innovazione e competenze

L'economia italiana crescerà dell'1% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027, secondo il Rapporto di previsione d'autunno del Centro Studi Confindustria, presentato a Roma. Uno scenario di crescita moderata, nel quale si inseriscono le prospettive del Friuli Venezia Giulia: investimenti attesi in aumento del 2% quest'anno, esportazioni previste in recupero del 4,6% e valore aggiunto industriale dello 0,6% nel 2027. Indicatori che, pur in un contesto internazionale incerto, offrono elementi di fiducia sulla capacità del sistema produttivo regionale di consolidare la propria competitività. «Il Rapporto nazionale – osserva Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico – ci restituisce un'economia che continua a crescere, seppure a ritmi contenuti. Il dato incoraggiante, per il nostro territorio, è la prospettiva di un recupero dell'export e dell'attività industriale. Abbiamo imprese capaci di innovare, competenze e una struttura manifatturiera che rappresentano punti di forza concreti. Dobbiamo fare in modo che queste potenzialità possano tradursi in risultati».
Il quadro regionale trova riscontro anche nella ripresa dell'attività industriale registrata nel 2025 e nel miglioramento degli investimenti destinati alla transizione tecnologica e digitale. Segnali che testimoniano la prosecuzione dei processi di modernizzazione delle imprese, anche in condizioni economiche non sempre favorevoli. Resta centrale la questione energetica. Nei primi nove mesi del 2026, il prezzo dell'elettricità in Italia è risultato mediamente superiore del 35% a quello tedesco, mentre negli ultimi sei anni l'incidenza dei costi energetici sulla manifattura è aumentata del 40%. Due dati del Rapporto nazionale che assumono particolare rilievo per il Friuli Venezia Giulia, caratterizzato da una forte presenza industriale e da comparti a elevata intensità energetica.
«Il nodo energetico richiede risposte strutturali, nazionali ed europee – prosegue Agrusti – perché non possiamo chiedere alle imprese di compensare indefinitamente con la propria efficienza costi superiori a quelli dei concorrenti. Ma sulla produttività possiamo intervenire direttamente: attraverso tecnologie, organizzazione industriale e competenze. È qui che dobbiamo concentrare una parte importante dei nostri investimenti». Un indirizzo che trova applicazione nelle attività del Sistema Confindustria Alto Adriatico, attraverso il Polo Tecnologico Alto Adriatico e LEF, impegnati nel trasferimento di tecnologie, nella formazione manageriale e nell'accompagnamento delle imprese. Sul versante delle competenze tecniche, il 19 ottobre sarà inaugurata a Pordenone, nell'ex Birrificio, la nuova sede dell'ITS Alto Adriatico: per il biennio 2026-2028 i nuovi iscritti sono 180, il doppio rispetto al precedente, distribuiti su otto corsi.
«La competitività – conclude Agrusti – non dipende soltanto dalle condizioni esterne, sulle quali dobbiamo continuare a intervenire. Si costruisce anche qui, investendo sulle persone e sulla capacità delle aziende di utilizzare concretamente l'innovazione. È un lavoro che abbiamo già avviato e che intendiamo sviluppare ulteriormente».
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