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Cronaca

Piazza Libertà, Fornasir: «Alle 20.30 arriva una famiglia con un bimbo. Chi gli offrirà da mangiare?»

redazione·
Piazza Libertà, Fornasir: «Alle 20.30 arriva una famiglia con un bimbo. Chi gli offrirà da mangiare?»

Una coppia afghana con un bambino di un anno arrivata alle 20.30 e la domanda su chi possa offrire cibo, informazioni e orientamento a quell’ora. È il racconto pubblicato sui social da Lorena Fornasir, responsabile di Linea d’Ombra, che richiama l’attenzione sulle difficoltà delle persone in transito nell’area di piazza Libertà a Trieste.

«L’umanità è appena stata sfrattata. Erano le ore 20», scrive Fornasir, aprendo un intervento dai toni critici sul venir meno della presenza di assistenza nella piazza. Al centro della sua testimonianza ci sono le necessità di una famiglia e la possibilità di trovare aiuto in orario serale.

Il racconto dell’arrivo dopo le 20

Secondo quanto riferisce Fornasir, la coppia arriva alle 20.30 insieme al figlio di un anno. La responsabile di Linea d’Ombra descrive il bambino con segni sul viso che attribuisce ai rami incontrati nel bosco e con i piedi freddi.

«Non si lamenta», scrive, accompagnando la descrizione con la propria lettura della paura e della tensione del piccolo.

Si tratta della testimonianza riportata da Fornasir, che utilizza l’episodio per porre una domanda sull’assistenza disponibile a chi raggiunge la città dopo la conclusione delle attività in piazza: «Chi gli offrirà da mangiare?».

Il richiamo agli orari delle mense

Nel messaggio, Fornasir indica gli orari di altri servizi per spiegare le difficoltà che, secondo la sua ricostruzione, si presentano in quella fascia serale.

Scrive che la mensa Caritas, che descrive come distante dalla stazione, chiude alle 19 e che quella dei frati di Montuzza apre dalle 11.30 alle 12. Gli orari sono quelli riportati nel suo intervento.

La questione sollevata riguarda quindi la possibilità concreta di trovare un pasto al momento dell’arrivo, soprattutto per una famiglia con un bambino piccolo.

«Chi offrirà delle informazioni?»

Il bisogno di cibo non è l’unico punto richiamato. Fornasir domanda anche chi possa fornire indicazioni alle persone appena arrivate e indirizzarle verso Spazio 11 o il dormitorio del Vescovo.

Il suo intervento pone dunque l’accento sul ruolo dell’orientamento: conoscere l’esistenza di una struttura, sapere come raggiungerla e individuare un interlocutore al quale chiedere aiuto.

Il riferimento a questi luoghi non è accompagnato da informazioni sulla disponibilità di posti o sulle condizioni di accesso nella circostanza descritta.

La famiglia che si allontana e la critica a «decoro e sicurezza»

«La piazza è vuota», prosegue Fornasir. Nel suo racconto, la famiglia è sfinita, non osa entrare e si allontana tagliando l’angolo.

La conclusione è una critica esplicita: «Farà parte degli invisibili di quest’altra notte di “decoro e sicurezza”».

Con queste parole la responsabile di Linea d’Ombra contesta una gestione che, nella sua valutazione, rischia di lasciare senza un riferimento persone appena arrivate e in difficoltà. La domanda che affida al proprio messaggio riguarda chi possa garantire assistenza e informazioni nelle ore serali, quando gli altri servizi citati non sono aperti.

La data riportata nel messaggio

Il testo pubblicato reca in apertura la data «Trieste, 19 maggio 2026». Questo elemento non consente di attribuire con certezza l’episodio alla serata del 19 ottobre, né di stabilire se l’indicazione del mese sia un refuso.

Il racconto resta pertanto riferito nei termini utilizzati da Fornasir, senza assegnargli una diversa data.

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