Ombre sul rider di Napoli: tra i suoi benefattori il figlio di un boss
Potrebbe presto incrinarsi il lieto fine della favola del rider napoletano Gianni Lanciano, aggredito da un gruppo di ragazzini e sommerso successivamente dalla beneficenza. Secondo un video pubblicato dal quotidiano Il Riformista (e ripreso oggi da Gianluigi Nuzzi su La Stampa) tra i benefattori della raccolta fondi ci sarebbe Giorgio Mascitelli, figlio del boss di camorra Bruno “’o Canotto” Mascitelli, attualmente detenuto presso il Carcere di Poggioreale.
L’organizzatore della raccolta fondi, il commerciante Vincenzo Perrella, ha sottolineato come Mascitelli jr abbia interrotto da tempo i rapporti con il padre Bruno e che la sua partecipazione alla colletta sia semplicemente dovuta al suo “grande seguito” che egli avrebbe a Napoli. La questione rimane però sospetta: il giovane Mascitelli è infatti noto per essere il manager di Antonio “Tony” Colombo, noto cantante neo-melodico partenopeo e marito di Tina Rispoli, vedova del boss camorrista Gaetano Marino, ucciso nel 2012 sulla spiaggia di Terracina.
Ad essere insospettiti dalla questione sono anche gli inquirenti della Procura di Napoli, decisi a fare luce sul motivo di tanta generosità da parte di Giorgio.
Già ad ottobre, il rampollo del boss incarcerato era salito alle cronache per essere comparso durante le proteste contro il coprifuoco a Napoli: le telecamere dei media lo avevano ripreso alle spalle della delegazione che interloquiva con le forze dell’ordine dopo i primi scontri tra polizia e manifestanti.
Non è chiaro fino a che punto lo svenurato rider Lanciano sia conscio dell'origine della beneficienza: l'organizzatore della colletta Perrella, afferma di aver conosciuto l'ex macellaio vittima dell'aggressione solo in seguito ad essa. In ogni caso, Lanciano ha affermato che metà della somma verrà devoluta in beneficienza ai poveri di Napoli.
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