Oltre 7 anni di reclusione per pedofilia a abusi continuati su minori: arrestato dopo 6 anni di latitanza
Arrestato dalla Polizia di Stato, presso l'aeroporto di Fiumicino, cinquantatreenne condannato per reati di violenza sessuale aggravata, sfruttamento sessuale di bambini e pornografie infantile.
Si tratta di I. A. cl. 69, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Trieste dovendo lo stesso espiare la pena residua di anni 7, mesi 11 e giorni 19 di reclusione perché resosi responsabile dei reati di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne.
LI.A. si era reso irreperibile, facendo perdere le proprie tracce, già a far data dal 2017.
Dai primi accertamenti esperiti da personale della sezione criminalità organizzata e catturandi della Squadra Mobile di Trieste e del Servizio Centrale Operativo di Roma era emerso che, nel mese di febbraio del 2019, lI.A. aveva effettuato, tramite l'ambasciata Italiana di Abu Dhabi sita negli Emirati Arabi Uniti, la richiesta di rilascio del passaporto, presumibilmente al solo fine di conoscere la sua posizione nei confronti della giustizia italiana; infatti, lI.A.era già titolare di un passaporto in corso di validità rilasciato dalle competenti autorità italiane. Tale circostanza aveva indotto a ritenere, in un primo momento, che lI.A. potesse dimorare negli Emirati Arabi sebbene il medesimo aveva, in virtù delle vicissitudini societarie che avevano coinvolto la Società con sede in San Dorligo della valle (TS) di cui era amministratore unico, dei collegamenti anche con il Regno Unito.
Tuttavia, gli approfondimenti investigativi sui due luoghi esteri non avevano apportato elementi utili al suo rintraccio.
Le attività volte alla ricerca dellI.A. hanno avuto una svolta allorché lo stesso è stato inserito nell'elenco dei ricercati attenzionati nell'ambito del progetto WANTED 3, finalizzato alla cattura di latitanti di medio o alto livello in relazione alla particolare gravità dei reati consumati o all'entità della pena comminata. Tale circostanza ha consentito di costituire un team investigativo composto da esperti della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo che ha svolto, parallelamente alle attività d'indagine tradizionali, accurate analisi di Open Source Intelligence all'esito delle quali si rilevavano importanti informazioni relative agli account di social media riferibili al ricercando che indirizzavano finalmente gli investigatori al possibile luogo di latitanza.
Dall'elaborazione degli indirizzi IP così acquisiti si addiveniva alla circoscrizione di una macro area che, poi trasposta su mappa, consentiva di contestualizzare ed individuare i luoghi dai quali il ricercando aveva effettuato le ultime connessioni di rete e pertanto determinare l'ultimo luogo di latitanza nelle Filippine.
La localizzazione del catturando nel paese asiatico trovava, altresì, positivo riscontro nei contestuali accertamenti di carattere finanziario che permettevano di acclarare che lI.A., nel mese di settembre del 2019, aveva effettuato delle spedizione proprio dal paese filippino.
Raggiunto finalmente questo determinante riscontro investigativo, gli investigatori condividevano i risultati ottenuti con l'autorità Giudiziaria, trasmettendo, altresì, gli elaborati al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia che provvedeva ad informare il collaterale organo di Polizia filippina (Criminal Investigation and detection Group), il quale in data 01.02.2021, sulla scorta degli accertamenti svolti dalla polizia italiana, comunicava l'arresto di I.A.ad Angeles City (Filippine).
In data 30 giugno 2023, lI.A. all'esito dell'attività svolta dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia per il tramite dell'Esperto per la Sicurezza in Thailandia e Filippine, è stato condotto in Italia dalla polizia filippina raggiungendo l'aeroporto di Roma Fiumicino ove è stato tratto in arresto dalle Autorità italiane.
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