OGS, ricerca senza frontiere per prevenire e mitigare i disastri naturali (FOTO-VIDEO)

Si è svolta oggi, 23 novembre, a Trieste la conferenza internazionale “Towards a transnational research network on solid earth science” organizzata dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS con il sostegno dell'Iniziativa Centro Europea (InCE).
“L’obiettivo principale è di promuovere e rafforzare le interazioni tra scienza e politica per dar vita a strategie condivise nel campo delle scienze della Terra e, in particolare, per la prevenzione e la mitigazione dei disastri naturali” spiega David Zuliani, ricercatore dell’OGS e responsabile scientifico del progetto “towards a regIoNal parTnER Facility for solid eArth science in the Central and south-eastern European area - INTERFACE”. “Il convegno vuole favorire la ricerca transfrontaliera e transnazionale nel campo delle scienze della terra solida tra i Paesi dell’Europa centrale, orientale e sudorientale. In particolare, l’evento mira a stabilire un collegamento con le iniziative esistenti a livello europeo, come l’European Plate Observing System (EPOS)” precisa Zuliani.
“Il progetto INTERFACE consente di avviare una prima piattaforma di dialogo tra rappresentanti della comunità scientifica e funzionari dei ministeri competenti per la scienza e la ricerca di alcuni Paesi Membri InCE. L’obiettivo è favorire interazioni e collaborazioni scientifiche transnazionali, e quindi valorizzare le risorse presenti nell’Europa centrale, orientale e balcanica” spiega Alessandro Lombardo, responsabile InCE per la cooperazione scientifica.
Tra i risultati del meeting c’è stata la discussione del “Memorandum of Understanding for the establishment of a Transnational Cooperation Network for Solid Earth Science in Central, Eastern and South-Eastern Europe”, un documento che pone le basi per una fattiva collaborazione tra i diversi Paesi europei coinvolti, nel settore delle scienze della terra solida e la mitigazione dei disastri naturali. Il documento discusso verrà, quindi, condiviso anche con gli altri Paesi membri InCE che non hanno potuto prendere parte ai lavori odierni.
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