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Cronaca

“Non ho parole, solo parolacce”: la Barcola vista (e disprezzata) da chi non la conosce

Andrea Pastine·
“Non ho parole, solo parolacce”: la Barcola vista (e disprezzata) da chi non la conosce

C’è chi si trasferisce al nord, scopre Barcola, e invece di godersela la disprezza.

Sui social gira un reel che sta facendo discutere anche a Trieste: un’utente Instagram, trasferitasi al nord, mostra la passeggiata di Barcola affollata di bagnanti e commenta con “non ho parole, solo parolacce”. Il video ha raccolto centinaia di like, perché si sa, la polemica social funziona sempre, soprattutto quando c’è il solito dibattito che contrappone Nord e Sud.

Peccato che chi guarda quella foto e vede solo caos, asciugamani appiccicati e gente dappertutto, non abbia capito niente. Barcola non è una spiaggia, è la spiaggia dei triestini, e questo fa la differenza. È un pezzo di lungomare che d’estate diventa piazza, salotto, bar, ritrovo di generazioni sullo stesso scoglio o sotto lo stesso pino. È un modo di vivere il mare che appartiene alla città tanto quanto le sue strade e le sue piazze. Da un reel di quindici secondi, tutto questo non si vede. Si vede solo la voglia di sentirsi superiori.

Il problema, in fondo, non è la folla su Barcola. È la faccia di chi la guarda dall’alto in basso senza sapere cosa sta guardando.

Chi cerca la cartolina da agenzia di viaggi con il mare cristallino e la sabbia bianca ha sbagliato città.

Non è la prima volta, del resto, che chi arriva da fuori guarda con sufficienza le tradizioni marine triestine. Solo poche settimane fa il caso era scoppiato al Pedocin, lo storico stabilimento La Lanterna, dove una coppia di turisti si era rifiutata di rispettare la divisione tra parte maschile e femminile. Uno scontro che aveva fatto discutere ben oltre i confini regionali, e che aveva mostrato la stessa dinamica: chi arriva da fuori pretende di criticare le abitudini storiche triestine, senza fermarsi a capire la storia e il significato che portano con sé.

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