Muggia, ispezione a cantiere e la sorpresa: tante irregolarità, cantiere chiuso e denunce
Nella giornata di mercoledì 13 maggio gli uomini del Commissariato di Polizia di Muggia, unitamente a personale dell’Ispettorato del Lavoro di Trieste, hanno effettuato un’ispezione presso un cantiere edile situato a Muggia in salita Ubaldini, riscontrando numerose irregolarità al punto da rendere necessaria la sospensione di tutte le attività di cantiere.
L’ispezione congiunta è stata pianificata a seguito di una specifica e scrupolosa attività di indagine compiuta nelle settimane precedenti dalla Squadra Investigativa del Commissariato di Muggia. In tale fase gli investigatori del Commissariato hanno effettuato numerosi controlli e verifiche sul territorio, anche al fine di individuare comportamenti in contrasto alle vigenti misure straordinarie correlate all’esigenza di contenimento del virus Covid-19.
Predetta attività investigativa, effettuata anche nei riguardi di lavoratori stranieri impiegati nel settore della cantieristica edile, ha consentito di individuare situazioni meritevoli di ulteriori approfondimenti, tra queste il cantiere edile di salita Ubaldini ove è stata effettuata l’ispezione.
Giunti in loco, gli uomini del Commissariato di Muggia, coordinati dal Vice Questore Vecchiet e gli Ispettori del Lavoro della sede di Trieste, hanno riscontrato la presenza in cantiere di un gruppo di lavoratori, tutti stranieri di etnia kosovara, i quali venivano impiegati loro malgrado in palese violazione delle norme imposte dalla legge 81/2008 sulle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro.
Poiché gli adempimenti correlati al rispetto di predette normative sono attribuiti al datore di lavoro, venivano convocati sul posto i titolari e i responsabili delle ditte presenti in cantiere, anche per sottoporne a successivo vaglio la documentazione prodotta dagli stessi, come previsto dalla normativa vigente.
Da segnalarsi che all’atto dell’accesso al cantiere, alla vista del personale in uniforme, uno degli operai si precipitava ad avvisare frettolosamente gli altri lavoratori e il datore di lavoro dell’arrivo dell’inaspettata (ed evidentemente poco gradita) “visita”.
Oltre alle violazioni di rilevanza penale riscontrate negli ambiti di salute e sicurezza, è al vaglio la posizione di alcuni lavoratori impiegati “in nero”, ovvero in condizione irregolare, privi quindi di un regolare contratto di lavoro. Tale circostanza implica l’assenza di tutte le garanzie che la stipula di un regolare contratto prevede, in particolare per quanto attiene agli aspetti previdenziali ed assicurativi. Tali lavoratori sarebbero stati dunque esposti a seri e concreti rischi.
A seguito di quanto emerso nell’ambito dell’ispezione, gli aspetti di rilevanza penale venivano segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste e venivano elevate sanzioni per migliaia di euro alle ditte edili coinvolte.
La fruttuosa sinergia tra la Polizia di Stato e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro consentiva di effettuare un controllo a 360° delle attività di cantiere, procedendo ciascuno per le attività di propria specifica competenza.
A seguito della sospensione, l’attività del cantiere potrà riprendere solamente nel momento in cui le due ditte proveranno, esibendo la documentazione prescritta, di aver regolarizzato le loro posizioni e di aver provveduto a saldare le sanzioni elevate.
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