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Cronaca

MAXI SEQUESTRO IN PORTO NUOVO! Sequestrati circa 25.000 capi contraffatti per oltre 2 milioni di euro

Luca Marsi·

Nei giorni scorsi, presso gli spazi doganali del punto franco nuovo, i militari della guardia di finanza e i funzionari dell’agenzia dogane e monopoli (Adm) hanno sequestrato quasi 25.000 prodotti costituiti da capi di abbigliamento e calzature, abilmente occultati tra merce di diversa natura. Tali prodotti, oltre ad essere contraffatti, sono risultati anche non dichiarati ai fini doganali e, quindi, in contrabbando.

L’operazione conclusa ha tratto origine da una complessa procedura di preventiva selezione e riscontro della merce in transito presso il porto di trieste, a seguito della quale e’ stato avviato un controllo doganale su due autoarticolati sbarcati dalla Turchia e diretti, rispettivamente, in Belgio ed in Germania.  Gli approfondimenti in tal modo avviati hanno consentito di individuare il prezioso carico che, in un caso, era anche abilmente dissimulato.

Piu’ in dettaglio, infatti, la merce diretta in Germania era stata occultata all’interno di una partita regolarmente dichiarata; inoltre, verosimilmente con l’obiettivo di superare il controllo effettuato con apparecchiatura scanner, lungo tutto il bordo del relativo trailer erano state posizionate diverse lamiere in acciaio, con l’evidente scopo di impedire, per l’appunto, la visione effettiva del reale carico, restituendo un’immagine omogenea che non avrebbe destato ulteriori sospetti. Unitamente ai suddetti capi contraffatti sono stati altresi’ rinvenuti ulteriori prodotti, anch’essi non dichiarati ai fini doganali, costituiti da generi alimentari vari e alcool disinfettante all’80%.

La merce contraffatta sottoposta a sequestro, riportante le “griffe” delle più note case di abbigliamento ed accessori (Fila, Levis, Puma, Louis Vuitton, Moncler, Tommy Hilfiger, Dior, Givenchy, Adidas, Nike, Ralph Lauren, Dolce E Gabbana, Palm Angels E Gucci), è stata anche oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici, all’esito dei quali gli stessi periti hanno evidenziato che la relativa falsificazione “sarebbe stata riconoscibile soltanto da persona esperta”, ovvero che la merce, se immessa sul mercato, sarebbe stata in grado di trarre “in inganno il compratore medio”.

I prodotti sequestrati avrebbero potuto garantire illeciti ricavi per una cifra non inferiore ai 2 milioni e mezzo di euro con conseguente evasione di diritti di confine (fra dazi, iva ed accise – per gli alcolici) per un importo prossimo ai 600.000 euro.

L’operazione conferma ancora una volta che l’attività di contrasto all’immissione sul mercato di prodotti contraffatti o recanti segni mendaci, promossa dall’agenzia dogane e monopoli del capoluogo giuliano e dal comando provinciale della guardia di finanza di trieste, a tutela della legalità e del sistema produttivo virtuoso, prosegue senza sosta ed in stretta sinergia tra le istituzioni preposte a compiti di vigilanza presso gli spazi doganali.

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