Matteo Lo Piccolo si racconta: «I lavori ti obbligano a stare dentro paletti». Ora il ritorno alle radici (VIDEO)

Matteo Lo Piccolo vuole tornare alle fondamenta della propria danza. Dopo le esperienze televisive, le esibizioni e gli incontri con nuove realtà artistiche, il ballerino triestino sente il bisogno di dedicarsi nuovamente alla ricerca personale, per recuperare forza e trovare qualcosa che, nel suo percorso, considera ancora da scoprire.
Lo ha raccontato durante l’intervista condotta da Elisabetta Batic dalla Terrazza Fotomauro, all’interno del Villaggio Barcolana. Una riflessione che riguarda il rapporto tra la danza come lavoro e la libertà di espressione, maturata mentre le opportunità professionali continuano ad accompagnare la sua carriera.
La scelta di tornare alle fondamenta
«Adesso vorrei ritornare un po’ alle grandi fondamenta», ha spiegato Lo Piccolo, collegando questa esigenza alle tante opportunità ricevute e alle comunità artistiche con cui è entrato in contatto.
Le nuove esperienze gli hanno permesso di conoscere persone, ambienti e modi diversi di lavorare. Ora, però, avverte la necessità di fermarsi a osservare il proprio linguaggio, per rafforzarlo e proseguire nella ricerca.
Nelle sue parole, il ritorno alle origini è parte di un percorso che continua: «In realtà continuerò sempre, perché è sempre una crescita personale». La danza rimane così uno spazio nel quale interrogarsi, anche dopo i riconoscimenti e le occasioni che hanno portato il suo lavoro davanti a un pubblico più ampio.
I limiti imposti dal lavoro
Alla domanda se le esperienze oltre il territorio lo avessero allontanato dalle proprie fondamenta, il ballerino ha risposto direttamente: «Sì, perché i vari lavori ti obbligano a stare dentro paletti».
Lo Piccolo ha descritto il vincolo di dover rispettare richieste e limitazioni che, in alcune situazioni, riducono la possibilità di esprimersi pienamente. È un passaggio significativo del suo racconto: trasformare una passione in una professione comporta anche il confronto con esigenze che arrivano dall’esterno.
Per questo, accanto agli impegni, trova spazio il bisogno di recuperare una dimensione più personale. «Fare il passettino indietro, riguardarsi, ritrovarsi non fa mai male», ha osservato.
La crescita artistica e quella personale
Durante l’intervista, Lo Piccolo ha legato la ricerca nella danza alla vita privata. Nel suo racconto, ciò che una persona attraversa entra anche nel modo di ballare, mentre il lavoro artistico può contribuire alla crescita individuale.
Il prossimo passo, dunque, comprende il desiderio di ritrovare le proprie basi e di capire quale direzione dare alle esperienze accumulate. Una scelta raccontata a Trieste, nella città in cui è nato e cresciuto, mentre la Barcolana faceva da cornice all’incontro.
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