Linea d'Ombra, piazza Libertà e la solitudine della sera: «L’abbandono per chi arriva dopo le 20»

«Le famiglie che temono qualunque avvicinamento anche se i loro bambini hanno freddo e fame». È il passaggio più doloroso del messaggio con cui Lorena Fornasir, responsabile di Linea d’Ombra, torna a parlare di piazza Libertà, a Trieste, e delle condizioni in cui si trovano le persone che vi arrivano nelle ore serali.
Nel post, datato 21 ottobre, Fornasir affida a poche righe una denuncia e una richiesta di sostegno. Il titolo scelto è «L’umanità sfrattata». Al centro ci sono gli orari della solidarietà e ciò che, nel suo racconto, accade quando il tempo consentito per l’assistenza finisce, mentre il bisogno rimane.
«Poi l’abbandono per chi arriva dopo le 20»
«Piazza del mondo: la solidarietà sequestrata dalle 18 alle 20. Sabato e domenica vietati», scrive Fornasir, utilizzando il nome con cui richiama il luogo dell’attività solidale in piazza Libertà.
La sua denuncia si concentra sul limite temporale dell’aiuto e sulle conseguenze per chi raggiunge la piazza più tardi. «Poi l’abbandono per chi arriva dopo le 20», prosegue.
In quella frase c’è il centro del suo appello: il momento in cui una fascia oraria si conclude non coincide necessariamente con quello in cui una persona smette di avere bisogno. Per chi arriva dopo, Fornasir descrive una condizione di solitudine e disperazione.
Le famiglie e i bambini nel racconto di Fornasir
Il messaggio si sofferma su chi, arrivando, «vede solo carabinieri e blindati». È la descrizione con cui Fornasir restituisce la propria lettura della situazione nella piazza e del timore vissuto dalle famiglie.
Le sue parole richiamano bambini che hanno freddo e fame e adulti che, secondo il racconto, temono qualunque avvicinamento. Non vengono indicate singole storie, età o provenienze. L’attenzione resta su quella difficoltà essenziale: avere bisogno di aiuto e, nello stesso tempo, avere paura di cercare un contatto.
È questo il passaggio che dà al post la sua forza emotiva. La discussione sugli orari assume il volto delle famiglie descritte da Fornasir, per le quali l’arrivo della sera porta con sé bisogni ancora senza risposta.
«L’umanità sfrattata»
Il titolo del messaggio esprime il giudizio della responsabile di Linea d’Ombra: «L’umanità sfrattata». Una formula con cui contesta lo spazio lasciato alla solidarietà e richiama l’attenzione su chi resta nella piazza oltre le ore previste.
Le fotografie che accompagnano il post mostrano persone riunite di sera, con borse e materiali appoggiati a terra. Il racconto scritto si concentra invece soprattutto su chi arriva dopo, quando, nelle parole di Fornasir, prevalgono «la solitudine e la disperazione».
L’appello al questore e al prefetto
«Continuate a sostenerci e sottoscrivere l’appello», chiede Fornasir, invitando a firmare una petizione rivolta al questore e al prefetto di Trieste. Nel post compare anche una richiesta di sostegno all’associazione Linea d’Ombra ODV.
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