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Cronaca

L'emozione di Puntino a Percoto Canta: «Sentire un’orchestra suonare una tua composizione» (VIDEO)

Luca Marsi·
L'emozione di Puntino a Percoto Canta: «Sentire un’orchestra suonare una tua composizione» (VIDEO)

Da oltre cento candidature ai dodici finalisti, fino all’esibizione accompagnata da un’orchestra di trenta elementi. Per Simone Forte, in arte Puntino, cantante triestino, la partecipazione a Percoto Canta è stata un’esperienza capace di dare una dimensione nuova alle proprie canzoni.

L’artista ne ha parlato durante l’intervista condotta da Andrea Pastine dalla Terrazza Fotomauro, all’interno del Villaggio Barcolana, raccontando il percorso che lo ha portato al Teatro Verdi di Gorizia e le emozioni vissute durante le prove e la serata finale.

Dalle selezioni alla finale

«Siamo partiti da più di cento candidature. Siamo rimasti in dodici», ha spiegato Puntino. Un cammino passato attraverso preselezioni e semifinale, che il cantante ricorda anche per i rapporti nati con gli altri partecipanti.

«C’è stata una grande coesione anche tra artisti. Si sono sviluppate delle amicizie», ha raccontato. Accanto alla competizione, dunque, un’esperienza di confronto e condivisione, sostenuta da un’organizzazione alla quale ha voluto riconoscere attenzione e cura.

«C’è stata un’organizzazione molto solida e una grande cura per le nostre canzoni, che sono state tutte riarrangiate in chiave orchestrale».

La propria musica cambia dimensione

Il passaggio più intenso del racconto riguarda il primo incontro con il suono dell’orchestra. Ascoltare una composizione personale eseguita dal vivo da trenta musicisti ha suscitato entusiasmo, ma anche un senso di responsabilità.

«Quando ho fatto le prime prove, sentire lo spostamento d’aria di un’orchestra che dal vivo suona una tua composizione ti fa dire: “Ma io non sono all’altezza di questa cosa”».

Una reazione che restituisce la distanza tra il momento privato della scrittura e quello pubblico dell’esecuzione. Puntino ha ricordato come una canzone possa nascere in cameretta, in una sera emotivamente difficile, per poi arrivare su un palco con un arrangiamento orchestrale.

Una sfida da rivivere

«La sfida è stata proprio cercare di dimostrarsi di essere all’altezza dell’emozione che si stava vivendo», ha osservato.

Il bilancio è quello di un’esperienza positiva, anche per il lavoro svolto sul palco e dietro le quinte. «È stato un onore e un privilegio», ha dichiarato, aggiungendo: «È stata una bellissima emozione che sicuramente vorrei rivivere».

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