domenica 1 novembre 2026
Breaking
Grado, il maltempo gli impedisce il rientro: kitesurfista recuperato a Porto Buso ◆ Trieste , Marzi sugli universitari fuori sede: «Portano comunque ricchezza, portano gli affitti»(VIDEO) ◆ Halloween a Trieste, i ricordi di Max de Palma: «Negli anni ’90 ricordo il Carnevale» (VIDEO) ◆ Comunali, Dipiazza e liste civiche: la sensitiva Clara sorprende con un doppio pronostico (VIDEO) ◆ Trieste, turisti e musica d’inverno: «Gli hotel devono conoscere gli eventi per tempo» (VIDEO) ◆ Trieste, Federalberghi: «Il turista deve poter raggiungere facilmente le nostre ricchezze» (VIDEO) ◆ Escursionista ferito nel canalone, in salvo anche il suo cane: i soccorritori lo accompagnano a valle ◆ Il meteo di lunedì 2 novembre, cielo in prevalenza nuvoloso ◆ Trieste, Paglia su Gialuz: «Nessuna svolta radicale, nessuna scelta contro Russo» ◆ Sorrentino al 90’, la Triestina espugna Este: vittoria all’ultimo respiro ◆ Trieste Cafe compie 10 anni: lunedì sera una grande diretta con Fedriga, Dipiazza e tanti ospiti ◆ Trieste, allarme per i pini di Grignano: «Gli scavi rischiano di danneggiare le radici» ◆ Trieste si è concessa un viaggio nell’Ottocento, tra danze viennesi e abiti d’epoca (FOTO - VIDEO) ◆ Trieste, Sant’Anna si riempie di ricordi: in tanti al cimitero tra fiori e preghiere (FOTO) ◆ Scontro tra via Manzoni e via Gambini: motociclista soccorso e portato d’urgenza in ospedale ◆ Grado, il maltempo gli impedisce il rientro: kitesurfista recuperato a Porto Buso ◆ Trieste , Marzi sugli universitari fuori sede: «Portano comunque ricchezza, portano gli affitti»(VIDEO) ◆ Halloween a Trieste, i ricordi di Max de Palma: «Negli anni ’90 ricordo il Carnevale» (VIDEO) ◆ Comunali, Dipiazza e liste civiche: la sensitiva Clara sorprende con un doppio pronostico (VIDEO) ◆ Trieste, turisti e musica d’inverno: «Gli hotel devono conoscere gli eventi per tempo» (VIDEO) ◆ Trieste, Federalberghi: «Il turista deve poter raggiungere facilmente le nostre ricchezze» (VIDEO) ◆ Escursionista ferito nel canalone, in salvo anche il suo cane: i soccorritori lo accompagnano a valle ◆ Il meteo di lunedì 2 novembre, cielo in prevalenza nuvoloso ◆ Trieste, Paglia su Gialuz: «Nessuna svolta radicale, nessuna scelta contro Russo» ◆ Sorrentino al 90’, la Triestina espugna Este: vittoria all’ultimo respiro ◆ Trieste Cafe compie 10 anni: lunedì sera una grande diretta con Fedriga, Dipiazza e tanti ospiti ◆ Trieste, allarme per i pini di Grignano: «Gli scavi rischiano di danneggiare le radici» ◆ Trieste si è concessa un viaggio nell’Ottocento, tra danze viennesi e abiti d’epoca (FOTO - VIDEO) ◆ Trieste, Sant’Anna si riempie di ricordi: in tanti al cimitero tra fiori e preghiere (FOTO) ◆ Scontro tra via Manzoni e via Gambini: motociclista soccorso e portato d’urgenza in ospedale ◆
Cronaca

Lavoratori cinesi in nero nella filiera tessile delle grandi firme della moda Made in Italy.

Luca Marsi·
Una produzione destinata al made in Italy realizzata attraverso lo sfruttamento di lavoratori “in nero”.
 
Un’azienda tessile gestita da un imprenditore di origine asiatica dove all’interno erano impiegati 27 lavoratori connazionali, di cui 5 privi di qualsivoglia forma di contratto di assunzione. I lavoratori alloggiavano all’interno di un piccolo dormitorio ricavato all’interno dello stesso capannone, ai limiti delle normali condizioni di igiene con impianti elettrici non a norma.
 
Una scoperta agghiacciante quella fatta dai carabinieri di Lissone che nei giorni scorsi, al termine di una prolungata attività di osservazione e mirati accertamenti, hanno fatto accesso all’interno del capannone unitamente ai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano, reparto specializzato dell’Arma, a competenza esclusiva, che si occupa dell’attività di vigilanza della tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale.
 
Ottenuto l’accesso all’interno del capannone, i carabinieri hanno trovato all’opera 14 lavoratori seduti nelle loro postazioni di lavoro, mentre i restanti erano alcuni nel dormitorio e altri ancora nel locale adibito a cucina, ricavato “abusivamente” in uno spazio angusto e in condizioni igieniche precarie.
 
Trovati anche impianti di videosorveglianza attraverso i quali, il datore di lavoro “controllava a distanza” gli operai, mentre erano seduti nelle loro postazioni di lavoro.
 
Vista la situazione che si son trovati davanti, i carabinieri hanno sospeso l’attività produttiva, comminando sanzioni per un totale di 55.000 euro circa.

Articoli correlati