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Cronaca

«La sua auto è coinvolta in una rapina»: anziana consegna oro e orologi, intervengono i Carabinieri

redazione·
«La sua auto è coinvolta in una rapina»: anziana consegna oro e orologi, intervengono i Carabinieri

Un copione studiato per creare paura, urgenza e confusione. Nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto a Nimis, i Carabinieri della Compagnia di Cividale del Friuli hanno arrestato in flagranza un 19enne proveniente dal Lazio, ritenuto responsabile di una truffa ai danni di un’anziana del posto.

Secondo quanto ricostruito dall’Arma, la donna avrebbe ricevuto una telefonata da parte di un sedicente “Carabiniere”, che le avrebbe raccontato una storia completamente falsa: la sua automobile sarebbe stata coinvolta in una rapina e, per questo, avrebbe dovuto raccogliere denaro e gioielli in suo possesso per consentire agli investigatori di verificare che non si trattasse del provento del reato.

La telefonata che mette in allarme la donna

Il racconto, costruito per sembrare credibile e urgente, avrebbe messo comprensibilmente in agitazione l’anziana.

Alla donna sarebbe stato inoltre annunciato l’imminente arrivo a casa di alcuni presunti operatori di polizia, in realtà indicati dagli investigatori come complici del raggiro.

La vittima, preoccupata, ha però avuto la prontezza di informare alcuni familiari.

Ed è proprio questo passaggio ad aver cambiato il corso della vicenda.

I familiari chiamano immediatamente il 112

I parenti hanno contattato il Numero Unico Europeo di emergenza 112, mettendosi in collegamento con la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Cividale del Friuli.

La risposta è stata immediata.

Sul posto sono stati inviati i Carabinieri della Stazione di Tarcento, affiancati da militari in borghese del N.O.R. - Aliquota Operativa.

Il 19enne fermato sul posto

Quando i Carabinieri sono arrivati, il 19enne avrebbe già proseguito nel raggiro riuscendo a farsi consegnare dalla donna alcuni monili in oro e due orologi.

A quel punto i militari lo hanno fermato e tratto in arresto in flagranza.

La refurtiva è stata recuperata e restituita ai proprietari.

Trasferito nella camera di sicurezza

Il giovane è stato quindi accompagnato presso la Stazione Carabinieri di San Leonardo, dove è stato ristretto in camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata successiva davanti al Tribunale del capoluogo.

Come sempre, resta fermo il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.

Nella stessa giornata altri sei tentativi

L’episodio di Nimis non sarebbe stato isolato.

Sempre nella giornata del 26 agosto, i Carabinieri hanno registrato altri sei tentativi di truffa ai danni di pensionati del Cividalese.

In tutti i casi, però, i cittadini avrebbero reagito prontamente contattando il 112 e permettendo così alle pattuglie sul territorio di intervenire o comunque di evitare che i malviventi si presentassero davanti alle abitazioni.

La prevenzione resta decisiva

Il caso conferma ancora una volta quanto la rapidità nel chiedere aiuto possa fare la differenza.

Le truffe agli anziani fanno spesso leva su paura, fretta e autorità apparente. Il falso appartenente alle forze dell’ordine, il familiare coinvolto in un incidente, l’urgenza di consegnare denaro o gioielli sono schemi ricorrenti proprio perché puntano a impedire alla vittima di fermarsi e verificare.

Il sito dell’Arma dei Carabinieri, nella sezione “In vostro aiuto”, mette a disposizione anche specifiche “pillole di prevenzione” dedicate a questi fenomeni, con indicazioni pratiche per riconoscere i segnali di allarme.

Il messaggio è semplice: verificare e chiamare il 112

Quando qualcuno telefona chiedendo denaro, gioielli o consegne immediate, soprattutto presentandosi come appartenente alle forze dell’ordine, la prudenza deve essere massima.

Nel dubbio è sempre meglio interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.

A Nimis, questa volta, la prontezza dei familiari ha permesso di trasformare una truffa già in corso in un intervento concluso con il recupero del maltolto e l’arresto del presunto responsabile.

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