giovedì 15 ottobre 2026
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Cronaca

L'Emilia Romagna vara il primo protocollo di riapertura per il comparto ristorazione

Luca Marsi·

 

Il comparto ristorazione dell’Emilia Romagna vara il proprio personalissimo protocollo di riapertura in sicurezza, un primato in Italia, raggiunto grazie allo sforzo dell’assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio della Regione Emilia Romagna Andrea Corsini, che definisce le misure «un grande lavoro di squadra».

 

Il compendio di normative romagnolo arriva per primo e, se confermato dal Governo, rappresenterà il manuale guida alla riapertura dei locali che si occupano di ristorazione anche per le altre regioni italiane.

 

Il Documento è stato approvato nel pomeriggio di ieri, 13 maggio 2020, l’obiettivo, come si legge nel protocollo «è fornire linee guida e indicazioni operative, omogenee sul territorio regionale, finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento da adottare per contrastare l’epidemia di COVID-19 all’interno degli esercizi di somministrazione alimenti e bevande e alle attività artigianali che vedono per l’asporto o per il consumo sul posto, in funzione dell’avvio della Fase 2 di riapertura».

 

L’Emilia si scosta così dalle ipotesi formulate da Inail e Istituto Superiore di Sanità: no ai 4 o 2 metri di distanza tra tavoli, ma piuttosto un mirato distanziamento delle persone, per la precisione ad un metro l’una dall’altra, metro che si riduce se i clienti dovessero appartenere al medesimo nucleo familiare.

Naturalmente previsti dpi per il personale di sala e di cucina, assieme alla costante igiene delle mani e delle superfici. Una sanificazione puntuale e precisa sarà necessaria, almeno due volte al giorno.

Per evitare assembramenti è stata proposta la contingentazione delle entrate, con la separazione tra porta d’ingresso e d’uscita. Sconsigliato l’uso di appendiabiti e di servizio guardaroba. 

Si fa ancora attendere il via libera a buffet self service e servizio al bancone, dove i contatti non possono essere limitati.

 

La digitalizzazione investe anche la ristorazione: la proposta è quella di menù su dispositivi digitali, che verranno igienizzati  ad ogni uso, come anche il pagamento prediletto sarà quello digitale, senza scambio di contanti. Ad ogni modo il Documento prevede l’installazione di barriere di plexiglass alla cassa.

 

Per i bar il consiglio è quello di adottare le medesime misure ed adeguarle alla specifica situazione.

 

Già previste nel protocollo emiliano le regole per un asporto in sicurezza: contenitori monouso sigillati, guanti e distanza.

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