ITALIA - “Energie Pulite", la Guardia di Finanza sequestra a imprenditore 27 orologi di lusso e 150 mila euro (VIDEO)
Personale della Direzione Investigativa Antimafia, Militari dello S.C.I.C.O. di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia diretta dal Procuratore Nazionale Dott. Federico CAFIERO De RAHO e della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dott. Giovanni BOMBARDIERI, hanno eseguito un ulteriore provvedimento ablativo emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria - presieduta dalla Dott.ssa Ornella Pastore, nei confronti dell’imprenditore MORDA’ Antonino cl. ’69, già coinvolto nell’operazione “Energie Pulite” che, nell’ottobre del 2020, aveva portato al sequestro di prevenzione del patrimonio riconducibile al medesimo imprenditore, a SCIMONE Antonino cl. ’75 e CANALE Pietro cl. ’79, costituito dall’intero compendio aziendale di 18 imprese/società commerciali sedenti sia in Italia sia all’estero, nonché 18 immobili, 7 automezzi, 1 imbarcazione da diporto, 10 orologi di pregio (Rolex, Paul Picot, Baume & Mercier), disponibilità finanziarie e rapporti bancari/assicurativi, per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro.
La figura criminale delle persone sopracitate era altresì emersa nel corso dell’operazione “MARTINGALA”, condotta nel febbraio 2018 da personale della D.I.A. e della Guardia di Finanza di Reggio Calabria con l’esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di 27 persone, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro, di beni, di utilità di provenienza illecita, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale nonché associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni e reati fallimentari nonché con il sequestro di 51 società, 19 immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di circa €. 100.000.000.
In dettaglio, le indagini avevano consentito di accertare l’esistenza di un articolato sodalizio criminale dedito alla commissione di gravi delitti, con base a Bianco (RC) e proiezioni operative non solo in tutta la provincia reggina, ma anche in altre regioni italiane e persino all’estero, i cui elementi di vertice erano stati identificati in membri delle famiglie Barbaro “I Nigri” di Platì, Nirta “Scalzone” di San Luca ed in SCIMONE Antonio – principale artefice del meccanismo delle false fatturazioni e vero “regista” delle movimentazioni finanziarie dissimulate dietro apparenti attività commerciali - rinviato a giudizio per svariate ipotesi di reato, tra cui concorso esterno in associazione mafiosa, dirigenza di un’associazione finalizzata al riciclaggio ed al reimpiego, nonché all’intestazione fittizia di beni, all’emissione ed utilizzo di fatture false, funzionali ad agevolare l’attività di infiltrazione occulta negli appalti pubblici della ‘ndrangheta, verso la quale era drenate imponenti risorse.
Gli ulteriori accertamenti investigativi esperiti dal personale della D.I.A., del G.I.C.O. del Nucleo PEF di Reggio Calabria e dello SCICO di Roma a carico di MORDA’ Antonino - in atto rinviato a giudizio per le ipotesi di reato di associazione di stampo mafioso (per cui è ancora oggi cautelato), trasferimento fraudolento di valori, estorsione, bancarotta, usura e reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche e finanziarie, fattispecie in diversi casi aggravate dall’aver agevolato gli interessi della ‘ndrangheta - hanno permesso di riscontrare la riconducibilità di fatto, in capo al medesimo, di ulteriori beni di lusso e denaro contante, solo formalmente nella disponibilità di prossimi congiunti .
Tali risultanze, comunicate all’A.G., confluivano in un’ulteriore proposta formulata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia che veniva accolta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino, mediante l’emissione dell’odierno provvedimento.
Nello specifico sono stati sequestrati nr. 27 orologi di lusso di grandi firme (Rolex, Tudor, Patek Philippe, Cartier, Audemax Piguet ect), un anello con incastonate pietre preziose griffato Nardelli e ben 147.000,00 euro in contanti, in banconote di taglio da 500 e 200 euro, ritenuti di provenienza illecita.
L’operazione odierna, frutto di sinergica collaborazione tra Forze di Polizia efficacemente coordinate dalla Procura Nazionale Antimafia e dalla Procura Distrettuale reggina, testimonia l’incessante azione di contrasto ad ogni forma di infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale.
DI SEGUITO IL VIDEO
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