“Insulti razzisti a mia moglie in un bar”, la denuncia shock: “siamo disgustati da Trieste”

Una segnalazione arrivata alla redazione riporta al centro dell’attenzione il tema del razzismo e dell’intolleranza a Trieste. A scrivere è un residente che racconta quanto sarebbe accaduto venerdì 8 maggio 2026 in un bar della zona di piazza Garibaldi, episodio che avrebbe coinvolto la propria compagna mentre si trovava all’interno del locale insieme a una persona cui presta assistenza.
Nel racconto inviato alla redazione, il cittadino spiega di aver deciso, almeno per il momento, di non rendere pubblico il nome del locale, riservandosi prima un confronto diretto con il titolare o con i gestori dell’attività.
Secondo quanto riferito, la donna sarebbe stata presa di mira verbalmente da uno degli avventori presenti nel bar attraverso espressioni e insulti di carattere razzista legati al colore della pelle.
L’uomo sostiene inoltre che tutto sarebbe avvenuto davanti a chi lavorava nel locale senza che nessuno intervenisse per fermare la situazione.
“Uno degli avventori ha iniziato a rivolgerle espressioni ed insulti di carattere razzista legati al colore della sua pelle”, racconta il residente nella segnalazione inviata alla redazione.
La donna, sempre secondo quanto riferito dal compagno, avrebbe scelto di non reagire per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, soprattutto perché in quel momento si trovava nel locale per assistere una persona che necessitava del suo supporto.
Nonostante questo, l’episodio avrebbe lasciato conseguenze emotive pesanti.
“Le hanno causato una tristezza profonda e un senso di disagio e impotenza difficilmente quantificabili”, scrive il compagno della donna, spiegando che ancora oggi sarebbe molto scossa e turbata da quanto accaduto.
Nel messaggio emerge anche un forte senso di amarezza verso la città, soprattutto alla luce dell’immagine multiculturale che Trieste ha storicamente costruito negli anni.
“Nel 2026 e in una Trieste che si vanta di essere crocevia e culla di culture diverse, come è possibile che ci sia ancora spazio per razzismo e intolleranza?”, si chiede il residente.
L’uomo racconta inoltre di essersi trasferito a Trieste nel 2016 scegliendo la città proprio per il suo carattere aperto e multiculturale, spiegando di non essersi mai aspettato di dover affrontare una situazione simile.
“Se la mia compagna è triste, mortificata e umiliata da quanto accaduto, io sono deluso da Trieste”, conclude il cittadino nella sua segnalazione, auspicando che quanto avvenuto rappresenti un episodio isolato e non il sintomo di un problema più ampio.
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Foto di repertorio
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