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Cronaca

Il Burlo si allarga e si potenzia! Acquisiti nuovi spazi dall’Opera San Giuseppe per 3500 mq

Luca Marsi·
È stato firmato stamattina presso uno studio notarile triestino, il rogito con il quale l’Opera San Giuseppe ha ceduto all’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo” i tre edifici denominati “Opera San Giuseppe”, per complessivi 11.191 metri cubi e 3500 metri quadri utili, e il parco circostante che permetteranno al nosocomio triestino di ampliarsi dopo 83 anni facendo fronte alla carenza di spazi che era evidente ormai da anni e che si era fatta particolarmente grave a seguito dell’insorgere della pandemia da Sars Cov-2.
 
Per l’acquisto e l’adeguamento degli spazi, l’Irccs ha ricevuto un finanziamento dalla Regione Friuli Venezia Giulia con Dgr 1734/2020.
 
«Esprimo la soddisfazione di tutta la Direzione - dichiara il Direttore Generale dell’Irccs, Stefano Dorbolò - per la sottoscrizione del contratto di compravendita che ci consente di affrontare ora le fasi propedeutiche alla realizzazione degli interventi previsti che vogliamo completare entro la fine dell’anno.
 
Scontiamo un piccolo ritardo nel rogito rispetto alla tempistica che ci eravamo dati, dovuto a un supplemento di istruttoria autorizzativa per una piccola parte del bene dichiarato di interesse culturale per il quale ringrazio la Soprintendenza regionale e l’Arcivescovo di Trieste Sua Eccellenza Mons. Giampaolo Crepaldi per il supporto e il sostegno che ci hanno costantemente garantito.
 
Siamo convinti – prosegue Dorbolò - che questa acquisizione consentirà una rapida soluzione delle principali criticità dell’Istituto, con benefici organizzativi per utenti e professionisti, migliorando l’organizzazione del lavoro e delle attività istituzionali e ottimizzando al contempo anche le soluzioni per la prevenzione del contagio da Sars Cov-2.
 
Peraltro, l’espansione logistica costituisce la premessa ineludibile di una progettualità più ampia, di riqualificazione in termini edilizi ed impiantistici anche delle attuali aree aziendali.
 
Siamo già al lavoro per massimizzare l’utilizzo delle aree disponibili e fare prestissimo gli interventi di riconversione necessari».
 
Ringrazio nuovamente – conclude il Direttore Generale - la Giunta, in particolare Presidente e Vicepresidente della Regione, per aver capito l’importanza dell’intervento indirizzato a una Istituzione che dopo 83 anni cambia non solo i suoi confini catastali, ma acquisisce una prospettiva di crescita e di sviluppo delle sue funzioni e attività». 
 
La necessità di nuovi spazi per il Burlo era diventato via via più evidente con il passare degli anni. L’Istituto, infatti, fondato nel 1856 e riconosciuto nel 1968 come Irccs, è ospitato negli attuali locali fin dal 1938 e da quella data le strutture e i confini dell’Istituto non sono cambiati. L’impossibilità di ampliare gli spazi stava via via facendo allontanare il Burlo dagli standard di accreditamento e di sicurezza degli ambienti di lavoro, nonché di un adeguata fruizione degli spazi da parte dell’utenza, con il rischio conseguente di perdere l’accreditamento nazionale come Irccs. Una situazione già di per sé precaria che ha ancor più evidenziato tutti i suoi limiti con l’esplodere del contagio da Sars Cov-2 che ha fatto crescere la necessità di spazi per garantire una gestione sicura degli accessi in ospedale e della fase clinico assistenziale.
 
I nuovi spazi, acquisiti col rogito firmato oggi, permetteranno la realizzazione di diversi ambulatori, con i relativi servizi, destinati alla riabilitazione, all’Odontostomatologia, all’Oculistica, all’Otorinolaringoiatria e Audiologia e al supporto psicologico.  Attività che sono state individuate tra quelle che hanno una funzione prevalentemente dedicata all’utenza esterna, così da evitare la duplicazione dei locali e delle attrezzature necessari all’esecuzione delle stesse attività nei pazienti degenti.
 
Inoltre, ai locali dedicati all’attività sanitaria, saranno affiancate aree dedicate all’accoglienza e all’attesa, ludoteche e servizi igienici, realizzati in un contesto a misura di bambino.
 
Nei nuovi locali, poi, saranno trasferiti gli uffici amministrativi e tecnici e saranno realizzati nuovi parcheggi.
 
Il trasferimento di molte attività nei nuovi locali permetterà, infine, il completamento in tranquillità di una serie di lavori nella sede attuale, anch’essi finanziati dalla Regione.
 
 

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