martedì 13 ottobre 2026
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Cronaca

I 7 ragazzi di Udine non si fermano: dopo aver inneggiato allo stupro, incitano l'odio razziale

Luca Marsi·
I 7 ragazzi di Udine non si fermano: dopo l’inneggiamento allo stupro, incitano l’odio razziale sui social. Digos apre indagine
 
La Digos della Questura di Udine ha avviato un’ indagine nei confronti dei sette ragazzi friuliani che, lo scorso weekend, hanno inneggiato alla violenza sessuale prima presso il ristorante sandanielese del padre di uno di loro esibendo le maglie con la scritta “Centro Stupri” e successivamente presso la discotesa Kursaal di Lignano dove hanno anche prenotato un tavolo con lo stesso riferimento. 
 
Oltre alle accuse di istigazione a delinquere, si aggiunge l’incitamento all’odio razziale relativo a quanto emerso dai social network a difesa della loro iniziativa: “La parte divertente è proprio lo stupro, vuoi metter quanto è divertente, ah e la parola NEGRO è molto raffinata e ricorda i bei periodi”, “Riapriamo i lager?” Recitano i vergognosi commenti dei ragazzi. 
L’attività investigativa è soltanto all'inizio e, con l’aiuto della Polizia postale, mira a precisare le varie responsabilità di tipo penale e amministrativo.
 
Ulteriori testimonianze sono emerse grazia alla ricostruzione effettuata da Selvaggia Lucarelli sul sito TPI la quale ha intervistato il proprietario del Kursaal, Riccardo Badolato, il quale, accettando la prenotazione e permettendo ai ragazzi di esibirsi in quel modo, rischia ora la chiusura del locale qualora il Questore lo ritenesse necessario “Guardi, io ho anche altri locali, qualcosa può sfuggire. Io penso sempre che tutti i dipendenti abbiano la testa, ma chi ha preso quella prenotazione e l’ha scritta col pennarello non c’è stato, mi rendo conto. Posso solo dire che in una seconda fase della serata si è cambiata la targhetta col cognome di chi ha prenotato. Questa è una discoteca in cui si sono sposate anche le persone, cosa vuole che le dica, qualcuno ogni tanto fa delle cretinate assurde, ma siamo qui da 30 anni, per fortuna siamo ben altro. Tirerò le orecchie a chi ha sbagliato”.

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