Halloween a Trieste, Fesica Confsal: «La sicurezza privata non è una forza dell’ordine» (VIDEO)

La preparazione degli operatori della sicurezza deve essere adeguata alle situazioni che possono incontrare durante concerti, feste e grandi appuntamenti. È il messaggio portato da Martin Furlan, di Fesica Confsal, nel confronto dedicato a ottobre, Halloween e sicurezza, condotto da Luca Marsi con Paul Pisani, della GIS, e l’opinionista Stefano Rebek.
Alla domanda sulle condizioni nelle quali lavorano gli addetti chiamati a proteggere il pubblico a Trieste, Furlan ha indicato subito una priorità: «Manca sicuramente un addestramento che va ad approfondire quelle che sono le mansioni dell’operatore».
Un intervento che ha posto al centro della discussione la tutela di chi partecipa agli eventi insieme a quella di chi vi lavora, con una richiesta precisa: preparazione specifica e incarichi coerenti con il ruolo ricoperto.
Halloween e grandi eventi, la richiesta di una preparazione più approfondita
Furlan ha richiamato appuntamenti diversi per caratteristiche e dimensioni, dalla notte di Halloween al Capodanno, fino ai concerti. Il punto comune, nel suo ragionamento, è la necessità di una formazione capace di approfondire i compiti effettivamente assegnati agli operatori.
Il rappresentante di Fesica Confsal ha riconosciuto l’esistenza del percorso formativo per gli addetti ai servizi di controllo, chiedendo però un ulteriore investimento nella preparazione del personale.
«Ci deve essere sicuramente una formazione che vada ad implementare quello che è il compito del comparto», ha sottolineato.
La sua richiesta riguarda quindi il rapporto tra formazione e servizio: chi viene impiegato in un determinato contesto deve poter contare su una preparazione collegata alle mansioni che sarà chiamato a svolgere.
Il confine tra sicurezza privata e ordine pubblico
Uno dei passaggi più netti dell’intervento ha riguardato i limiti degli incarichi affidati alla vigilanza privata. Interpellato sulle richieste che un gestore o un organizzatore non dovrebbe rivolgere a un operatore, Furlan ha risposto che non dovrebbero essergli attribuiti «compiti che si assimilano a quelli delle forze dell’ordine».
«Noi non siamo forze dell’ordine», ha ribadito.
Il tema è emerso anche durante il confronto su piazza Libertà, quando Furlan ha espresso contrarietà all’ipotesi di affidare alla vigilanza privata un servizio che, nella sua valutazione, assumerebbe caratteristiche di ordine pubblico.
La posizione sindacale illustrata in trasmissione è chiara: il contributo degli operatori privati deve essere costruito intorno a mansioni definite, senza trasformarsi in una richiesta di sostituzione delle forze dell’ordine.
Attenzione alle situazioni sospette e raccordo con le autorità
Guardando ai prossimi eventi, Furlan ha auspicato un livello elevato di attenzione da parte delle forze dell’ordine e degli addetti ai servizi di controllo.
Per questi ultimi ha indicato la necessità di «mantenere l’attenzione ancora più alta e interpellare subito le forze dell’ordine» in presenza di situazioni sospette o potenzialmente pericolose.
Il filo conduttore del suo intervento resta il coordinamento: osservare ciò che accade, riconoscere le criticità e coinvolgere chi ha le competenze per affrontarle. In vista di Halloween a Trieste, la richiesta di Fesica Confsal riguarda dunque sia la preparazione del personale sia la chiarezza delle responsabilità.
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