martedì 13 ottobre 2026
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Cronaca

Guardia di Finanza, il report del 2019 tra sequestri e controlli ispettivi

Luca Marsi·
La Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, ha celebrato oggi,
23 giugno 2020, il 246° Anniversario della Fondazione del Corpo.
La cerimonia, presieduta dal Comandante Regionale, Generale di Divisione
Piero Iovino, ha avuto luogo nella caserma “Campo Marzio” di Trieste, alla
presenza del Commissario del Governo nella Regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia – Prefetto di Trieste, Dott. Valerio Valenti, del Comandante
Provinciale di Trieste, Generale di Brigata Enrico Mion, dei Presidenti delle
Sezioni di Trieste e Muggia dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia
(militari in congedo), del Presidente e delegati dell’Organo di
Rappresentanza Militare, nonché di una piccola aliquota di Finanzieri, tutti in
servizio alla sede di Trieste, causa le perduranti restrizioni concernenti gli
eventi pubblici dettate dalle norme sull’emergenza epidemiologica da COVID-
19.
A margine della celebrazione il Gen. Iovino, accompagnato dal Capo di Stato
Maggiore, Generale di Brigata Oronzo Greco e dal Comandante Provinciale,
ha deposto una corona d’alloro al cippo sito nella caserma “Campo Marzio” in
memoria dei Finanzieri caduti in guerra e in servizio.
 
 
Nel corso dell’anno 2019 la Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia ha
eseguito 3.180 interventi ispettivi e 624 indagini delegate dalla
magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione
istituzionale.
 
Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni,
illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi sono alcuni dei
fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi su cui si sta concentrando l’attenzione
del Corpo nella Regione al fine di contrastare gli effetti distorsivi della
concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali,
particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi. 
Un’azione che, nel corso del 2019, si è concretizzata nell’esecuzione di
1949 interventi ispettivi e di 464 indagini delegate dalla magistratura, che
hanno permesso di riscontrare 269 reati fiscali (principalmente riferibili
all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e
all’omessa dichiarazione) e di denunciare 269 soggetti, di cui 9 tratti in
arresto. 
Il valore dei beni sequestrati nella passata annualità per reati in materia di
imposte dirette e IVA è di 15 milioni di euro, mentre le proposte di
sequestro al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie ammontano a 229
milioni di euro. 
I casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente
riconducibili a stabili organizzazioni occulte, estero-vestizioni della residenza
fiscale, manipolazioni dei prezzi di trasferimento e illecita detenzione di
capitali all’estero, sono in tutto 21. 
Particolare attenzione è stata rivolta anche alle frodi carosello: sono 43 i
casi scoperti di società “cartiere” o “fantasma” utilizzate per evadere
l’I.V.A., anche mediante indebite compensazioni. 
Non meno significativo è l’impegno del Corpo nel contrasto all’economia
sommersa, come testimonia l’individuazione di 351 soggetti sconosciuti al
Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente 42 milioni di IVA.
Inoltre, sono stati verbalizzati 195 datori di lavoro per aver impiegato 1.800
lavoratori in “nero” o irregolari. 
Ammontano, invece, a 171 gli interventi svolti nel settore delle accise, al
fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul
territorio nazionale mediante servizi di prevenzione nei porti, negli aeroporti
e nelle rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti.
Complessivamente, sono stati sequestrati oltre 503 mila chilogrammi di
prodotti energetici, cui si aggiunge un consumato in frode di circa 1,6
milioni chilogrammi. 
 
 
Parimenti intenso è l’impegno dei Reparti a contrasto del contrabbando: nel
2019 sono stati eseguiti 124 interventi che hanno portato al sequestro di
oltre 87 mila chilogrammi di tabacchi lavorati esteri e di 60 mezzi
terrestri. 
Fortemente intensificate anche le indagini contro il commercio
internazionale della fauna e della flora in via di estinzione, tutelate dalla
Convenzione di Washington (c.d. C.I.T.ES.): nel 2019 il Corpo ha
partecipato, quale Autorità nazionale competente, alle principali operazioni
internazionali congiunte nel settore, eseguendo, negli spazi doganali, 578
controlli. 
Nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti nel 2019,
216 controlli riscontrando 13 violazioni. Inoltre, sono state concluse
2 indagini di polizia giudiziaria.
 
La Guardia di Finanza ha dedicato, nel corso del 2019, 10 Piani operativi al
contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e a quelle condotte che,
mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione
della Pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle
risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni. 
Si tratta di un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego
dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di
affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le
famiglie, contribuisce a contenere l’esborso complessivo dello Stato e si
traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della
spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende:
benessere, crescita e sviluppo.
448 sono gli interventi complessivamente svolti, nel 2019, a tutela dei
principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa
sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei
alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 174 deleghe
d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e
74 deleghe svolte con la Corte dei conti.
Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario
sono state pari a circa 6 milioni di euro, mentre si attestano su 10,5 milioni
di euro quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e
sanitaria, con un numero di soggetti denunciati complessivamente pari a
69. 
Per quanto concerne gli strumenti finanziari della Politica Agricola Comune
e della Politica Comune della Pesca, sono state scoperte, a livello
regionale, indebite percezioni e/o richieste di contributi per circa 80 mila di
euro. 
 
 
Sono attività, quelle appena sintetizzate, che hanno quasi sempre una
ricaduta sul versante erariale, nell’ambito del quale sono stati segnalati alla
Magistratura contabile danni per 18 milioni di euro, a carico di 78
soggetti, nonché eseguiti sequestri per circa 800 mila euro. 
Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani
dell’introduzione del “reddito di cittadinanza”, il Corpo ha realizzato uno
specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita
apprensione del beneficio a tutela di coloro che hanno reale necessità
usufruire del sussidio. Gli interventi eseguiti hanno consentito di denunciare
all’Autorità Giudiziaria 12 soggetti per le ipotesi di reato previste dalla
normativa di settore. 
Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della
spesa previdenziale e sanitaria, i Reparti hanno portato a termine, in totale,
35 interventi, segnalando all’Autorità giudiziaria 25 persone, di cui 9 tratte
in arresto. 
Le frodi scoperte hanno raggiunto l’ammontare di oltre 10 milioni di euro,
con sequestri, a carico dei responsabili, di valori e disponibilità per 11
milioni di euro. 
Con specifico riguardo al comparto della spesa previdenziale, le frodi più
consistenti hanno interessato le prestazioni assistenziali (assegni sociali,
pensioni di guerra, invalidità civile e altre), con oltre 85 mila euro di
indebite percezioni. 
Passando, più in generale, al settore della tutela della legalità nella
Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 230 persone per reati in
materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica
Amministrazione. In tale ambito, riveste importanza strategica la
collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su cui delega, nel
corso del 2019, i Reparti hanno effettuato controlli in materia di
contrattualistica pubblica e accertamenti nel settore anticorruzione e
trasparenza. È utile sottolineare, a fattor comune, come un sicuro indice
dell’incisività dell’azione investigativa sia rappresentato dal dato riguardante
i sequestri: nell’ambito delle attività svolte a tutela della spesa pubblica,
sono stati eseguiti provvedimenti ablatori per un importo complessivo di oltre
14,5 milioni di euro. 
Le determinazioni dell’Autorità Giudiziaria che ha accolto le proposte di
misure cautelari reali avanzate dai Reparti costituiscono, infatti, la concreta
misura della possibilità per lo Stato di vedere ristorati i danni causati dai
fenomeni di illegalità, frode, malaffare e cattiva gestione.
 
La strategia perseguita dalla Guardia di Finanza mira al contrasto di ogni
forma di infiltrazione e degli interessi finanziari, economici e imprenditoriali
della criminalità organizzata ed economico-finanziaria, attività di
rilevanza assoluta nello scenario che va a profilarsi, contraddistinto
 
 
dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a
salvaguardia del “sistema Paese” nella delicata fase post emergenza. 
Le attività investigative sono orientate verso contesti che, sulla base di una
preventiva analisi delle fenomenologie illecite, risultino connotati da
concreti ed immediati profili di rischio, focalizzando l’attenzione sulla
conclusione di negozi giuridici da parte di soggetti apparentemente privi di
adeguate capacità finanziarie, su settori di particolare rilevanza
strategica o ancora sul reimpiego di proventi illeciti nei cc.dd. “beni rifugio”
(diamanti, metalli preziosi, valute pregiate, opere d’arte, reperti archeologici,
ecc.), nonché connessi con la gestione dell’emergenza sanitaria. 
In quest’ottica, si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo
degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia,
anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-
finanziaria”, ed il monitoraggio delle diverse manifestazioni della
criminalità nel territorio di riferimento, includendo la c.d. “area grigia”,
rappresentata da soggetti che, pur non organici alle consorterie, si
propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto
socio/economico. Questo obiettivo ha visto realizzarsi la sinergica azione
del Servizio Centrale I.C.O. con i Gruppi di Investigazione sulla
Criminalità Organizzata e con tutti i Reparti territoriali. 
L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali
illeciti per impedirne l’introduzione nel tessuto economico-finanziario
sano del Paese, nonché per intercettare possibili pratiche di finanziamento
del terrorismo, si è fondata e continuerà sempre più a basarsi in futuro, sul
piano repressivo, nell’esecuzione di mirate indagini di polizia giudiziaria
e sul piano preventivo, nell’approfondimento delle segnalazioni di
operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa
antiriciclaggio. 
È stata, tra l’altro, conferita priorità all’analisi di quei contesti legati alla
fase emergenziale e post emergenziale, che vengono delegati con
immediatezza ai Reparti competenti per i conseguenti sviluppi operativi,
in relazione alla possibile connessione con tentativi di infiltrazione della
criminalità nel sistema economico, alle pratiche speculative sui prezzi dei
dispositivi medici di protezione individuale o alle procedure di
approvvigionamento di materiale medico, nonché, in prospettiva, con
l’utilizzazione delle provvidenze che saranno poste a disposizione di
cittadini e imprese per superare la contingente crisi economica. 
Altra importante direttrice, anche in prospettiva futura, dell’azione della
Guardia di Finanza per il contrasto del riciclaggio di denaro e del
finanziamento del terrorismo è rappresentata dalla massima
valorizzazione delle informazioni acquisite nel corso del controllo
economico del territorio. 
In tale ambito assume grande rilievo, in particolare, il monitoraggio dei
movimenti transfrontalieri di valuta che può offrire utili spunti
investigativi per l’avvio di più penetranti approfondimenti. 
 
 
Sempre allo scopo di garantire la tutela della trasparenza e della legalità
del sistema economico imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo
continuerà ad essere quella di reprimere i reati fallimentari, societari e
bancari, nonché i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e
finanziario, per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni
d’investimento non sicure. 
Al fine di presidiare al meglio il comparto di specialità della sicurezza della
circolazione dell’euro, è stata, infine, intensificata l’azione di contrasto
in materia di falsificazione monetaria attraverso una mirata azione di
ricerca, prevenzione e repressione finalizzata prioritariamente alla
ricostruzione dell’intera filiera del falso, individuando i centri di
produzione e di distribuzione delle banconote/monete contraffatte
nonché contrastando le ulteriori insidiose condotte fraudolente basate
sull'alterazione dei mezzi di pagamento elettronici, come la clonazione di
carte di credito e di debito, perpetrati anche attraverso l’utilizzo della rete
internet, nell’ottica di salvaguardare l’integrità patrimoniale dei legittimi
titolari e degli istituti emittenti. 
Nel corso del 2019, con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione
della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti
patrimoniali 212 soggetti, ed ammonta ad oltre 31,5 milioni di euro circa il
valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità
finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro, mentre i
provvedimenti di sequestro hanno raggiunto la quota di 4 milioni di euro. 
Sono stati eseguiti 2044 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai
Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche
funzionali al rilascio della documentazione antimafia. 
In materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti sono state
sviluppate 38 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia
all’Autorità Giudiziaria di 88 persone per i reati di riciclaggio e
auto-riciclaggio, dei quali 8 sono stati tratti in arresto. Il valore del
riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 210 milioni di euro, mentre
sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per 2 milioni di
euro. 
Sono stati, poi, eseguiti ai confini terrestri e marittimi 776 controlli volti a
verificare il rispetto delle norme sulla circolazione transfrontaliera di
valuta da parte dei soggetti in entrata e/o in uscita dal territorio nazionale,
con scoperta di illecite movimentazioni per oltre 670 mila euro e
accertamento di 167 violazioni. 
Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati operati
sequestri di beni per un valore pari a oltre 450 mila euro, su un totale di
patrimoni risultati distratti di 65 milioni di euro.
Nel comparto operativo dedicato alla sicurezza della circolazione dell’euro,
con riferimento al settore della falsificazione monetaria, sono stati infine
denunciati 13 soggetti, 11 dei quali in stato di arresto, con l’esecuzione di
 
 
sequestri di valute, titoli, certificati e valori bollati contraffatti per un valore
complessivo di oltre 105 mila euro. 
Tra le attività del Corpo svolte nel 2019 a tutela del mercato dei beni e dei
servizi si pongono quelle - convergenti su 3 Piani operativi - a contrasto dei
fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di
origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza
dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla
normativa sul diritto d’autore. 
In tali ambiti, i Reparti operativi hanno effettuato 662 interventi,
sottoponendo a sequestro oltre 1,1 milione di prodotti industriali
contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri nonché
ingenti quantitativi di prodotti alimentari recanti marchi industriali
falsificati o indicazioni non veritiere. 
 
Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo sovrastante per il
contrasto ai traffici illeciti è assicurato attraverso un dispositivo
d’intervento unitario, che prevede l’integrazione tra le diverse componenti
territoriale, investigativa, aeronavale e speciale del Corpo. In questo
contesto, assume particolare rilevanza l’attività svolta dalla Guardia di
Finanza a mare in materia di lotta ai fenomeni di illegalità economico-
finanziaria, cui si aggiunge il contrasto dei traffici illeciti diretti verso le coste
nazionali, quindi, dell’Unione europea. Al Corpo sono state, infatti, attribuite
rilevanti ed esclusive funzioni nell’ambito del comparto di specialità
della sicurezza del mare e della sicurezza delle frontiere, che si
traducono nell’attuazione delle direttive dell’Autorità di Pubblica Sicurezza
per il mantenimento dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica a mare e nella
responsabilità operativa ai fini del contrasto all’immigrazione irregolare via
mare anche con riferimento all’attività svolta sotto l’egida dell’Agenzia della
Guardia di frontiera e costiera europea - Frontex. 
Più in generale, nel corso del 2019 la Guardia di Finanza ha proceduto al
sequestro, complessivamente, di 193 chilogrammi di sostanze stupefacenti
di cui 130 di hashish e marijuana, 37 di cocaina e 26 di altre droghe,
arrestando 61 narcotrafficanti. 
Sul fronte dell’immigrazione irregolare, nel 2019, la Guardia di Finanza ha
arrestato n. 4 soggetti e sequestrato 3 mezzi utilizzati per l’illecito traffico,
mentre i migranti intercettati dai Reparti territoriali e navali sono stati 77. 
 
Prosegue incessante la quotidiana azione di soccorso della componente
specialista della Guardia di Finanza, impegnata nelle principali e più
complesse operazioni di salvaguardia della vita umana in ogni ambiente e
contesto. 
 
 
In tale ambito, nel 2019, gli interventi effettuati dal Soccorso Alpino della
Guardia di Finanza (S.A.G.F.), che si compone di militari altamente
specializzati in grado di operare in ambiente montano, ipogeo, impervio e
non antropizzato, e di unità cinofile da soccorso, sono stati 134 ed hanno
permesso di portare in salvo 152 persone. 
L’impegno concorsuale del Corpo nella tutela dell’ordine e della sicurezza
pubblica è stato confermato, altresì, nell’ambito delle recenti direttive
emanate dal Ministero dell’Interno per la gestione delle manifestazioni
pubbliche e di eventi di particolare rilevanza, cui il Corpo partecipa con
l’impiego dei militari specializzati Anti Terrorismo Pronto Impiego “AT-P.I.”.
Nel 2019, la Guardia di Finanza ha impiegato complessive 92 mila
giornate/persona in servizio di ordine pubblico in occasione di
manifestazioni, eventi sportivi, consessi internazionali e altri eventi. 
 
A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Corpo ha rivolto la
propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare
momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione:
usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche on
line, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori,
manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche,
reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture
e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti. 
Circa 1.800 i controlli svolti dalla Guardia di Finanza a partire dallo scorso
mese di marzo per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della
pandemia da COVID-19: quasi 600 i soggetti, a vario titolo, denunciati per
violazioni commesse nel periodo dell’emergenza, di cui 2 tratti in
arresto. 
La crisi sanitaria connessa al Covid-19 vede la Guardia di Finanza
fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori,
principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un
lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e
beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte
ingannevoli e truffaldine. 
Nei primi mesi del 2020, per i reati di contraffazione e frode in commercio
nonché per violazioni alle norme in tema di sicurezza prodotti, sono stati
denunciati 78 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti
con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione, constatate sanzioni
amministrative in 30 casi e sottoposti a sequestro circa 900 mila
mascherine e dispositivi di protezione individuale, 21 mila litri di gel
disinfettante oltre a centinaia di nebulizzatori, tutti privi di proprietà
antisettiche.
Sono state sviluppate, poi, attività a contrasto di pratiche
anticoncorrenziali e di manovre speculative commesse approfittando
dell’aumento della richiesta di taluni beni. In questo ambito, sono stati
 
 
approfonditi elementi sintomatici di condotte distorsive della corretta
dinamica di formazione dei prezzi, con indagini finalizzate a risalire
sistematicamente la filiera commerciale, fino alle strutture e ai soggetti del
processo produttivo/distributivo dai quali hanno tratto origine le speculazioni.
Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da COVID-19, che ha
interessato l’intero territorio nazionale, la Guardia di Finanza, unitamente
alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di
contenimento del contagio, attraverso l’impiego giornaliero di circa
130 militari.

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