giovedì 24 settembre 2026
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Cronaca

Grado, scoperti i resti di un’imbarcazione della Prima Guerra Mondiale

Luca Marsi·

Nell’ambito del periodico controllo dei siti archeologici sommersi svolto costantemente sul territorio nazionale, i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno organizzato nel territorio di competenza il monitoraggio di un vasto specchio d’acqua compreso tra Grado e Punta Sdobba, a bordo della Motovedetta della Stazione carabinieri di Grado ed in collaborazione con il Centro Subacquei di Genova.

L’attività è stata fruttuosa tanto che, nel tratto lagunare compreso tra il Canale delle Mee (porta di ingresso al canale Natissa e quindi al porto fluviale di Aquileia e l’Isola di Pampagnola, in prossimità di quello che era il ponte che anticamente univa Grado alla strada che portava ad Aquileia) sono stati rinvenuti 7 resti di anfore biansate vinarie greco-italiche databili al III secolo d.C. e altri 14 reperti ceramici romano-aquileiesi di epoca imperiale e altomedievali di produzione bizantina.

Anche il sito noto come Grado 2 - dalla denominazione convenzionalmente assegnata all'imbarcazione naufragata nel III secolo a.C., quindi in epoca precedente alla fondazione di Aquileia e rinvenuta fortunosamente nel 2000 a circa 7 miglia di fronte a Grado e a 19 metri di profondità, su una rotta commerciale che collegava la regione al resto d'Italia e al mondo ellenistico - ha restituito 5 elementi ceramici di anfore vinarie a testimonianza dei commerci che si svolgevano da una sponda all’altra dell’Adriatico tra i popoli che lo abitavano in epoca pre-romana. I reperti recuperati confermano l’assoluta rilevanza del sito che è protetto da una rete metallica per prevenire possibili danneggiamenti e sottrazioni illecite del prezioso carico.

 

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