Fvg, Finanza scopre 2,5 milioni di euro non dichiarati: due società estere versano più di 700mila euro

Un'evasione fiscale internazionale milionaria nel settore del commercio di carta decorativa è stata scoperta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine, al termine di un'attività che ha portato alla luce oltre 2,5 milioni di euro di redditi non dichiarati in Italia da due società estere.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, l'evasione fiscale, comprensiva delle sanzioni amministrative, supera gli 800mila euro. Una parte consistente delle somme è già rientrata nelle casse dello Stato: le imprese interessate hanno infatti versato oltre 700mila euro in un'unica soluzione, impegnandosi inoltre a pagarne ulteriori 120mila alla scadenza prevista per le dichiarazioni fiscali relative all'annualità 2025.
L'indagine parte dai rapporti commerciali con l'estero
L'operazione è nata dal monitoraggio effettuato dai finanzieri della Compagnia di Cividale del Friuli sulle operazioni commerciali tra imprese attive nella provincia di Udine e soggetti esteri.
Gli accertamenti sono stati condotti anche attraverso un'analisi incrociata delle informazioni presenti nelle banche dati utilizzate dal Corpo.
Proprio questa attività ha permesso ai militari di concentrare l'attenzione su una situazione presente a San Giorgio di Nogaro.
L'ufficio di San Giorgio di Nogaro
Al termine degli approfondimenti, la Guardia di Finanza ha individuato un ufficio riconducibile a due società estere, una spagnola e una austriaca, entrambe appartenenti alla stessa multinazionale straniera.
Formalmente, secondo quanto emerso dagli accertamenti, quelle strutture risultavano essere dei semplici uffici di rappresentanza.
La realtà operativa ricostruita dai finanzieri sarebbe stata però differente.
Gli uffici venivano infatti utilizzati dai due direttori commerciali delle imprese per introdurre i prodotti esteri sul mercato italiano.
Un elemento determinante per la successiva contestazione fiscale.
Per la Finanza erano due “stabili organizzazioni”
Sulla base degli elementi raccolti, le Fiamme Gialle hanno constatato l'esistenza di due “stabili organizzazioni” delle società estere in Italia.
La distinzione è centrale nell'intera operazione: in relazione alle attività commerciali effettuate sul territorio nazionale, le due società non avrebbero dichiarato redditi per oltre 2,5 milioni di euro, senza quindi versare le relative imposte.
Secondo gli accertamenti, l'evasione fiscale risultante, considerando anche le sanzioni amministrative, supera complessivamente gli 800mila euro.
Oltre 700mila euro versati in un'unica soluzione
Alla fase degli accertamenti è seguito il confronto con le società coinvolte.
Grazie alla collaborazione tra il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine e la Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate, è stato avviato un contraddittorio con le imprese sottoposte a verifica.
Le società hanno scelto di collaborare con l'Amministrazione Finanziaria e hanno quindi provveduto a versare in un'unica soluzione oltre 700mila euro nelle casse dello Stato.
Non è tutto: è stato assunto anche l'impegno a corrispondere ulteriori 120mila euro alla scadenza dei termini per la presentazione delle dichiarazioni fiscali relative all'annualità 2025.
Nel complesso, dunque, tra quanto già versato e quanto le imprese si sono impegnate a pagare, la cifra arriva a oltre 820mila euro.
Il contrasto alle frodi fiscali
L'operazione rientra nell'attività svolta dalla Guardia di Finanza per la tutela della legalità economico-finanziaria e del corretto funzionamento dei mercati.
Un'azione che punta anche a garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese, contrastando quei fenomeni di evasione e frode fiscale che sottraggono risorse alla collettività e possono creare squilibri tra gli operatori economici che rispettano gli obblighi tributari e quelli che invece non lo fanno.
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