mercoledì 23 settembre 2026
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Cronaca

Furti di fiori a Sant'Anna, "è un'organizzazione a delinquere", l'appello di una testimone

Elisa Sossi·

È ormai noto ai molti che nel Cimitero di Sant'Anna avvengono furti di fiori e oggetti lasciati sulle tombe delle propri cari, episodi che, tra l'altro, sono successi proprio di recente e che sono stati tema di servizi televisivi e articoli di quotidiani locali.

E almeno se ne inizia a parlare, visto che sono anni che crimini del genere vengono commessi ma che, tra una notizia e l'altra, cadono nel dimenticatoio e non si agisce nel concreto per risolverli.

Ma non si tratta solamente di rubare o deturpare, perché i furti non si limitano a qualche fiore che può essere facilmente spostato da una tomba all'altra, ma riguardano anche intere confezioni floreali più grandi di un metro, pesanti, ingombranti e che di sicuro non passa inosservata né la loro scomparsa né il loro trasporto indebito.

È quanto racconta una nostra testimone, la signora Eva Zukar, vogliosa di riportare la propria esperienza in occasione del funerale della madre, il 19 maggio scorso. "Avevamo lasciato molte confezioni di fiori, una in particolare di orchidee e gerbere lunga più di un metro e pagata 200€, che nel tempo di qualche ora è sparita. Infatti, dal pomeriggio alla mattina seguente non c'era più", spiega la donna.

"Non è di certo un furto che può passare inosservato, e le uniche macchine che possono entrare devono avere un permesso. È ormai da anni che la situazione va avanti così, e nessuno fa niente per contrastare quella che è a tutti gli effetti un'organizzazione a delinquere. Si tratta di un commercio sotterraneo e silenzioso che nessuno vuole riconoscere".

Lasciare dei fiori alle persone che non ci sono più è un gesto morale e affettivo, e per questo, quando coinvolti in simili e spiacevoli eventi, non si sa né come reagire né se ne ha la forza, ma si può solo provare un senso di indignazione e protesta nei confronti di questi atti irrispettosi che sono uno sfregio alla tomba, alla comunità, ma soprattutto a chi deve pagarne le conseguenze senza sapere quali armi poter usare.

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