Finto carabiniere e truffe agli anziani: scoperti altri cinque colpi, nuova ordinanza di carcere

I Carabinieri delle Compagnie di Tolmezzo e Cividale del Friuli hanno fatto luce su una serie di truffe ai danni di anziani, consumate e tentate nella provincia di Udine. Nella mattinata di ieri è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere a un cittadino straniero già arrestato nel dicembre scorso per un raggiro realizzato con la tecnica del “finto carabiniere”.
L’uomo era stato fermato a Belluno dopo aver truffato un anziano residente nella provincia veneta. A partire da quell’arresto, i militari hanno avviato un’attività investigativa approfondita per ricostruire nel dettaglio la sua permanenza in Italia, dal momento dell’ingresso nel Paese fino al giorno dell’arresto.
Indagini durate due mesi
L’indagine, durata circa due mesi, ha consentito di analizzare tutto il materiale sequestrato durante le operazioni: monili d’oro, telefoni cellulari e appunti scritti a mano, oltre alle testimonianze raccolte e alle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti lungo il percorso effettuato dall’indagato.
Attraverso questo lavoro investigativo è stato possibile attribuire all’uomo altre quattro truffe, tutte commesse nel dicembre 2025, nei comuni di Torreano, San Leonardo, Rigolato e Pesaris, oltre a un ulteriore tentativo di truffa avvenuto a Rigolato.
Nuova ordinanza del Tribunale di Udine
Sulla base degli elementi raccolti, il Pubblico Ministero titolare dell’indagine ha richiesto al GIP del Tribunale di Udine una nuova misura cautelare personale. Il giudice ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere, notificata all’indagato nella casa circondariale di Belluno, dove si trova detenuto già dallo scorso dicembre.
Determinante per l’esito dell’indagine è stata anche la collaborazione dei cittadini, che si sono rivolti con fiducia ai Carabinieri fornendo elementi utili alle verifiche.
Come previsto dalla legge, si ricorda che il procedimento penale è ancora in corso e che la responsabilità dell’uomo dovrà essere accertata con sentenza definitiva.
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