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Cronaca

Ferriera, da chiusura area a caldo due terzi PM10 in meno

Luca Marsi·

"Ad un anno dalla chiusura dell'aria a caldo il monitoraggio di Arpa ha registrato un nettissimo miglioramento nell'area di Servola e di Trieste, tanto che i valori delle PM10 nei pressi dello stabilimento sono calati di due terzi. Qualche disagio nella riconversione c'è stato e potremmo attenderne altri nel corso delle demolizioni, circoscrivibili a spolveramenti e molestie olfattive, ma la Regione e Arpa continueranno a monitorare che questi fenomeni rientrino nella soglia di sicurezza e restino contenuti e sopportabili". Lo ha reso noto l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, al termine di un sopralluogo alla Ferriera di Servola, assieme ai vertici di Arpa Fvg, Icop e referenti di Siderurgica triestina. Il report presentato oggi ha confrontato i dati rilevati prima (dal 1 gennaio 2018 al 9 aprile 2020) e dopo la chiusura completa dell'area a caldo (dal 10/4/2020 al 31/03/2021) da due stazioni nel centro di Trieste (piazzale Rosmini e piazza Carlo Alberto) con una in via San Lorenzo in Selva nei pressi dello stabilimento siderurgico. Nel report sono stati considerati solo gli inquinanti caratteristici delle attività siderurgiche - PM10, benzene e benzo(a)pirene - che ora sono diventati anche nei pressi della Ferriera perfettamente sovrapponibili a quelli riscontrati nell'ambiente urbano. Per quanto riguarda le PM10, il report di Arpa (disponibile sul sito www.arpa.fvg.it) mostra una netta riduzione della polverosità nelle ore pomeridiane e serali, nei mesi estivi, che erano prima tipicamente problematici, e nelle domeniche. Pur se nei pressi dello stabilimento rimane una certa polverosità nelle ore centrali della giornata, dovuta alla presenza di diverse attività produttive legate alla logistica, i valori sono in netto miglioramento. Anche le attuali concentrazioni di benzene e benzo(a)pirene sono appiattite ai valori di un fondo urbano triestino, che risulta abbondantemente inferiore al valore medio annuale di 1 ng/m3 fissato dalla normativa a tutela della salute umana. Nei primi mesi del 2021 - ha rilevato Arpa - sono stati osservati alcuni valori peculiari di inquinamento atmosferico, in particolare per quanto riguarda le polveri sottili: nello specifico questi episodi sono avvenuti nella giornata del 21 gennaio 2021, dal 25 al 27 febbraio 2021 e il 31 marzo e primo aprile 2021. L'episodio del 21 gennaio, che ha interessato sostanzialmente la zona di Servola nei pressi dello stabilimento siderurgico, era legato ad alcune attività di demolizione che hanno comportato un aumento temporaneo delle concentrazioni di polveri con superamento del limite giornaliero (ne sono ammessi 35 in un anno), rientrato nel giorno successivo. L'episodio dal 25 al 27 febbraio ha interessato l'intera area pianeggiante e costiera della regione, essendo legato ad un fenomeno di trasporto di sabbie dal Sahara libico. Infine, l'episodio del 31 marzo e 1 aprile, invece, ha portato ad un aumento nelle concentrazioni di PM10 nella sola area di Servola ed è stato associato anche a delle molestie olfattive: questo, conclusosi il 2 aprile, non ha al momento ancora una spiegazione e - secondo quanto riporta Arpa - non si può escludere un contributo derivante dal traffico navale. "Si tratta di inevitabili disagi nel corso di una riconversione così imponente - ha commentato Scoccimarro - che porterà ad avere un sito produttivo 'green': penso che gli abitanti di Servola, in particolare, e di tutta Trieste avrebbero messo la firma per sopportare questo a fronte della riconversione della Ferriera in un sito produttivo sostenibile. A tal proposito la Regione sarà parte vigile del rispetto del cronoprogramma, che per ora sta comunque procedendo come previsto". Per quanto riguarda lo stato autorizzativo dell'impianto la Direzione regionale ha reso noto che "l'area a freddo è autorizzata con l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) esistente e il 24 di marzo è stato avviato il procedimento di screening della Valutazione di impatto ambientale (Via) per il nuovo impianto di trattamento dei materiali". I tempi tecnici prevedono 45 giorni per la presentazione di eventuali osservazioni pubbliche. "Se non dovessero essercene, gli uffici potranno chiudere in tempi brevi", ha assicurato il direttore del Servizio autorizzazioni per la prevenzione dell'inquinamento Glauco Spanghero. A seguito dell'esito della Via seguirà la modifica dell'Aia esistente per renderla coerente con il nuovo assetto produttivo.

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