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Cronaca

Facevano arrivare bengalesi in Italia per lavorare, poi prelevavano soldi dal loro stipendio ogni mese

Luca Marsi·

I Carabinieri della Compagnia di Monfalcone unitamente a personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Gorizia, all’alba del 15 febbraio 2021, hanno dato esecuzione a 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Gorizia, Dr. Carlo Isidoro Colombo, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estorsione e somministrazione fraudolenta di manodopera.

Nell’ambito delle contestuali perquisizioni delegate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Gorizia dr.ssa Ilaria Iozzi, all’interno degli uffici della società “Pad Carpenterie s.r.l.” siti a Falconara Marittima (AN) e Monfalcone (GO) sono stati sequestrati documenti comprovanti i reati ipotizzati. In particolare gli operanti hanno rinvenuto gli elenchi del personale assunto dalla citata ditta ove era stata riportata la contabilità parallela indicante i pagamenti spettanti, quelli decurtati, con evidenziate le differenze da recuperare per ciascun dipendente.

L’attività di acquisizione della documentazione non è stata certamente facilitata dagli addetti ai lavori, tanto che un caposquadra, accortosi dell’arrivo della pattuglia dell’Arma e del personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro è entrato nell’ufficio della ditta di Monfalcone ed ha prelevato parte del materiale “scottante”, tra cui un computer portatile.

L’operazione però non è sfuggita ai militari, i quali  attraverso la successiva visione delle telecamere di sorveglianza interne al cantiere, sono risaliti alla persona che aveva tentato di ostacolare le attività degli inquirenti, riuscendo ad individuare il luogo ove era stato celato il materiale prelevato. 

A casa di uno dei due indagati di nazionalità bengalese inoltre sono state sequestrate decine di fotocopie di documenti e di buste paga di connazionali assunti dalla PAD Carpenterie. Secondo gli inquirenti era lui che reclutava nel paese di origine gli operai da far arrivare in Italia che, grazie al regolare contratto di lavoro, riuscivano anche a regolarizzare la loro posizione nel Territorio Nazionale. Non è ancora chiaro al momento, se la somma di 1000 euro pretesa dall’uomo fosse trattenuta per sé o consegnata ai due capocantiere arrestati. Anche i parenti dell’indagato bengalese non erano esentati dal versare le somme di denaro ai due capicantiere.  

La prima analisi della documentazione acquisita oltre a portare all’iscrizione nel registro degli indagati delle 4 segretarie della società che avevano materialmente predisposto gli elenchi e le buste paga, ha permesso di acclarare che il numero delle vittime è certamente superiore ai 16 operai già individuati nel corso dell’indagine.

La trasgressione della Legge 96/2018, che impone l’impiego massimo del 30% dei lavoratori assunti tramite agenzie per il lavoro interinale comporterà sanzioni pecuniarie nei confronti della società somministrata, nonché alle società di lavoro interinale somministranti. Saranno i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Gorizia a quantificare e contestare le sanzioni previste.

 

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