Discoteche, Riki Ramazzina difende il biglietto: «È giusto che uno paghi l’ingresso» (VIDEO)

Il biglietto d’ingresso come riconoscimento del lavoro, della musica e dei servizi offerti da una discoteca. È la posizione sostenuta da Riki Ramazzina durante il confronto con Demetrio Cuzzocrea sul nuovo Superfly di Cervignano del Friuli.
La domanda dell’imprenditore è diretta: «Si paga il biglietto?». La risposta del titolare è affermativa e apre una discussione sul modello economico dei locali notturni, sui costi dell’organizzazione e sull’autonomia nella gestione della proposta artistica.
«Una discoteca è giusto che uno paghi l’ingresso», sostiene Ramazzina.
La critica alla stagione degli ingressi gratuiti
Ramazzina ripercorre la propria esperienza e collega il declino di una parte del settore alla scelta di eliminare il pagamento all’entrata.
«Hanno iniziato a togliere gli ingressi dalle discoteche e le discoteche da quel momento in poi hanno avuto un declino», afferma.
È la sua interpretazione dell’evoluzione del comparto, maturata attraverso le esperienze che richiama durante la trasmissione. Il principio che difende è che una struttura debba poter contare su un riconoscimento economico per il servizio principale che offre.
Il divertimento viene così descritto come il risultato di una produzione, nella quale rientrano artisti, musica, personale e attrezzature.
Le persone che lavorano dietro una serata
Cuzzocrea condivide l’impostazione e presenta alcuni numeri dell’organizzazione del Superfly. Parla di circa sessanta-settanta persone coinvolte nel lavoro della struttura, citando camerieri, baristi, VJ, DJ, videomaker, fotografi, guardarobieri, driver e cassieri, oltre alla sicurezza richiamata nel suo intervento.
Un insieme di funzioni che, nel suo ragionamento, spiega la necessità di sostenere economicamente una serata.
«Io vendo spettacolo», afferma il titolare, collegando il pagamento del biglietto all’esperienza proposta.
Nel corso del confronto non vengono comunicati i prezzi degli ingressi. Il tema affrontato è il principio del pagamento e il modello di gestione che dovrebbe sostenerlo.
L’autonomia del locale nelle scelte artistiche
Ramazzina apprezza anche la volontà di costruire un’identità interna e di non dipendere esclusivamente da gruppi esterni capaci di portare pubblico.
La sua critica riguarda un modello nel quale il gestore finisce per subordinare la programmazione a piccoli gruppi di persone e alle rispettive conoscenze.
Per l’imprenditore, affrontare un maggiore sforzo iniziale può permettere di consolidare una squadra e una direzione riconoscibili. «Il locale va pagato un ingresso, c’è un servizio», ribadisce.
Da qui la previsione con cui chiude il ragionamento: «Questa sarà la rinascita dei locali e delle discoteche vere». Una convinzione sulla quale Cuzzocrea dichiara di voler costruire il nuovo progetto.
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