Il premier Giuseppe Conte, insieme alla
Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, dalla Ministra della Digitalizzazione, Paola Pisano e dalla Ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone,
ha presentato oggi il Decreto Semplificazioni approvato nel Consiglio dei Ministri di ieri sera.
“Nella settimana di confronto a Villa Pamphili con le parti sociali” - ha esordito Conte - “è stato corale l'appello a ridurre la burocrazia e a far correre il nostro Paese. Noi siamo sempre stati convinti di questa priorità e adesso l'abbiamo realizzata con un decreto che semplifica, velocizza e digitalizza i processi amministrativi e sblocca una volta per tutte i cantieri e gli appalti. Il DI è il trampolino di lancio di cui l'Italia ha bisogno in questo momento. Siamo in un'emergenza e questo decreto è la premessa per rendere il Paese più agile, moderno e competitivo. Il rapporto tra cittadini e imprese con la pubblica amministrazione è a ostacoli, in cui finiscono per 'impantanarsi' anche i migliori progetti".
"Offriamo un percorso a 'scorrimento veloce' affichè si possa avere un rapporto leggero, a portata di click tra persone e lo Stato, con le sue articolazioni. Alziamo il limite di velocità, perchè l'Italia deve correre, ma ci saranno anche gli autovelox: non vogliamo offrire spazio ad appetiti criminali che alterano la concorrenza e fanno guadagni indebiti", ha continuato il Premier.
"Questo provvedimento rappresenta anche la base per il nostro Recovery Plan, che contiene riforme e interventi sui quali poi andremo a chiedere risorse all'Europa. E già da oggi inizierò il mio tour nelle varie capitali europee per elaborare il piano finale. Ieri in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato l'elenco di 130 opere strategiche - Italia veloce - individuate specificamente dal Mit, a queste aggiungiamo quelle per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri, sanità, scuole, caserme carceri e polizia", ha aggiunto il premier. Tra le opere strategiche c'è anche l'alta velocità tra Venezia e Trieste.
Il DI prevede "appalti più semplici e veloci: niente gara sotto i 150mila euro (ora la soglia prevista era a 40mila euro, ndr). I lavori saranno affidati direttamente alle ditte. Le pubbliche amministrazioni saranno quindi in grado di far partire subito i cantieri. Poi, procedura senza bando di gara per i lavori fino a 5 milioni di euro (soglia europea) e in caso di urgenze derivanti dall'emergenza Covid-19. Non saranno necessari commissari, salvo per i casi particolarmente delicati. Metteremo quindi ordine alle procedure di nomina e alle competenze".
"Basta paura: conviene sbloccare - ha adottato come slogan il presidente del Consiglio - Arriva una piccola rivoluzione per i funzionari pubblici. Con la nuova normativa ci saranno più rischi per il funzionario che tiene ferme le opere, non per quello che li sblocca: siamo arrivati a una situazione perversa per cui fa carriera chi non firma e chi si assume responsabilità rischia di esporsi a un soverchio danno. Dobbiamo fermare la paura della firma".
"Fino al 31 luglio 2021 la responsabilità per danno erariale sarà limitata al solo dolo. Resterà la responsabilità per colpa, per omissioni e quindi inerzie, ritardi. E' un incentivo a operare. Colpiamo chi non fa. In materia di appalti, poi, si deciderà con una sentenza breve, quindi gli appalti non si bloccheranno. Le stazioni appaltanti avranno l'obbligo di procedere, salvo provvedimento del giudice. Le amministrazioni dovranno pubblicare online i tempi previsti per i procedimenti, in modo che i cittadini sappiano se le tempistiche sono state rispettate", ha concluso Conte.