Da lunedì liberi tutti, Conte parla all’Italia: «Palestre e piscine da lunedì, teatri e cinema dal 15 giugno»
In una conferenza stampa nella serata di sabato 16 maggio, il premier Conte ha parlato alla Nazione in merito alle riaperture e alle maggiori libertà che saranno concesse agli italiani a partire da lunedì 18 maggio: «Ieri abbiamo approvato il decreto legge che da lunedì 18 maggio ci consente di entrare a pieno regime nella fase 2, e approvato il DPCM con le norme attuativa di questo decreto legge. I dati della curva epidemiologica sono incoraggianti, ci confermano che gli sforzi finora fatti hanno contenuto i numeri dell’epidemia. Siamo nella condizione di affrontare questa fase 2 con fiducia. Regioni ed enti locali dovranno anche loro assumersi le loro responsabilità. Abbiamo predisposto un piano nazionale di monitoraggio, basato su flussi informativi che perverranno quotidianamente dalle regioni, in modo da poter intervenire con misure restrittive ben mirate in caso di necessità. Affrontiamo un rischio calcolato, consapevoli anche che la curva potrà tornare a salire. Il nostro primo valore è la tutela della vita e della salute dei cittadini. Dobbiamo però accettare ed affrontare il rischio, altrimenti non potremo mai ripartire e dovremmo aspettare i tempi della distribuzione di un vaccino. Da lunedì ci si potrà spostare senza limitazioni all’interno della propria regione, senza autocertificazione. Si potrà andare in un negozio, in montagna, al lago, al mare. Riprende la vita sociale e riprendono gli incontri con gli amici. Rimane, ovviamente, il divieto di uscire di casa per chi è positivo ed è in quarantena, o per chi ha sintomi riconducibili al Covid-19. Resta il divieto di assembramento nei luoghi pubblici. Bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro, e raccomandiamo di portare sempre con sé la mascherina e di indossarla al chiuso, o all’aperto laddove vi sia il rischio di non rispettare le distanze. Da una regione ad un’altra ci si può spostare per i motivi già noti: esigenze lavorative, urgenze, motivi di salute. Gli spostamenti interregionali rimarranno limitati fino al 3 giugno, e in prossimità di questa data potremo valutare se tornare a muoverci in tutta Italia senza limitazione, in basa alla curva. Dal 3 giugno sarà possibile spostarsi all’interno dell’UE, senza obbligo di quarantena per chi arriva in Italia: ciò creerà le condizioni favorevole per il turismo. Dal 18 maggio riaprono i negozi di vendita al dettaglio, tutte le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri, centri estetici), ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, pub. Il tutto, però, a condizione che le regioni accettino che la curva sia sotto controllo e adottino protocolli di sicurezza. Riprendono anche le celebrazioni liturgiche, gli allenamenti degli sport di squadra, quindi anche del calcio. Riaprono anche i musei, sempre rispettando le misure di sicurezza. Dal 25 maggio abbiamo programmato la riapertura di palestre, piscine e centri sportivi (in Fvg da lunedì 18 maggio). Dal 15 giugno riaprono teatri e cinema, e dal 15 giugno sarà anche a disposizione dei nostri bambini un ventaglio di offerte varie a carattere ludico-ricreativo. Tutte le attività commerciali e di ristorazione dovranno attenersi a linee guida e protocolli di sicurezza, che saranno validi per tutti. Servirà cautela e attenzione da parte di tutti, specie per le regioni che combattono la battaglia più dura. Abbiamo dedicato particolare attenzione alle persone con disabilità, promuovendo misure specifiche per il distanziamento sociale e favorendo l’ausilio dei propri accompagnatori. Stiamo procedendo alla riapertura delle attività economiche e produttive con prudenza. So che per alcuni settori riapertura non significherà ripresa economica e rilancio degli affari. Il disagio sociale e le difficoltà economiche non scompariranno di colpa: ho ricevuto tante lettere, ho letto i cartelli ‘senza aiuti non potremo riaprire’. Sono consapevole che il decreto rilancio, nonostante la considerevole cifra di 55 miliardi, non potrà essere la soluzione di tutti i problemi che stiamo vivendo. Però stiamo dando una mano a chi deve ripartire».
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