Critical Heritage: all'Università di Trieste prende il via un nuovo corso europeo sul patrimonio culturale

Il patrimonio culturale non è soltanto un'eredità da conservare, ma anche un insieme di memorie, interpretazioni e identità che cambiano nel tempo e contribuiscono a definire le società contemporanee. Come studiarlo in una prospettiva europea, mettendo a confronto esperienze e discipline differenti?
Da questi interrogativi nasce Critical Heritage, il nuovo corso europeo coordinato dall'Università di Trieste nell'ambito dell'Alleanza universitaria europea Transform4Europe (T4EU).
È la prima iniziativa didattica online di T4EU che riunisce docenti di tutte e dieci le università partner, un risultato della cooperazione accademica europea che rafforza il ruolo dell'Ateneo triestino nello sviluppo di attività formative condivise.
Coordinato dalle professoresse Roberta Altin e Tullia Catalan, con il contributo al coordinamento scientifico di Giuseppe Grimaldi e Alessandro Carrieri, il percorso ha preso il via il 1° ottobre e proseguirà fino al 10 dicembre 2026.
Erogato in lingua inglese e in modalità ibrida, prevede 30 ore di lezione e il riconoscimento di 6 CFU. Attraverso approcci storici e antropologici, affronta il patrimonio culturale non come un'eredità immutabile, ma come un processo dinamico, continuamente reinterpretato e ridefinito dalle comunità.
Grazie al coinvolgimento di docenti di tutti gli Atenei dell'Alleanza, studentesse e studenti possono confrontarsi con prospettive e metodologie differenti, affrontando temi quali la costruzione delle memorie collettive, il rapporto tra patrimonio e identità, le eredità dei conflitti e le forme di partecipazione culturale.
Dalla didattica al confronto internazionale: MNEMOSYNE
La collaborazione sviluppata all'interno di Transform4Europe trova un'ulteriore occasione di approfondimento inMNEMOSYNE – 3rd Transform4Europe Heritage Week, in programma a Trieste dal 21 al 23 ottobre 2026.
Tre giornate che riuniranno studiosi, rappresentanti di musei e istituzioni culturali, artisti e studenti delle università europee coinvolte, con 6 appuntamenti aperti al pubblico.
Al centro del dibattito, il rapporto tra memoria e crisi contemporanee, le diverse interpretazioni del passato europeo, il ruolo dei musei nella rappresentazione delle eredità storiche controverse e le pratiche artistiche e partecipative applicate alla ricerca.
Particolare attenzione sarà dedicata alle modalità messe in campo per rappresentare memorie conflittuali con un evento pubblico che vedrà confrontarsi istituzioni museografiche di quest'area di frontiera (SMO - Finestra multimediale Slovena, il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata eMagazzino 18 e il Monumento Nazionale e Museo della Risiera di San Sabba) con un'istituzione museografica internazionale (Museu das Convergências a Porto).
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