Crepaldi-shock: «Legge contro omofobia mette a rischio la libertà di espressione»
Di seguito il testo dell'omelia che l'Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi ha pronunciato durante la Santa Messa celebrata oggi nella chiesa di Nostra Signora di Sion e il testo della nota letta dall'Arcivescovo al termine della celebrazione
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo!
1. Il brano del Vangelo di Matteo che la Chiesa ci propone in questa XIV domenica per annum inizia con la seguente preghiera di Gesù: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli" (Mt 11,25). Con questa lode rivolta al Padre, Gesù manifesta la sua predilezione per i piccoli, cioè per i poveri e gli umili: sono essi che, accogliendo con semplicità il Vangelo, vengono premiati con la rivelazione dei misteri del Regno dei Cieli. Sono essi i veri sapienti anche se non hanno mai letto un libro. Di che sapienza sono depositari? Di questa: sanno che l'unica cosa veramente importante nella vita e per la vita è conoscere, amare e servire Dio. A questi piccoli, ma sapienti, Gesù dice: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro" (Mt 11,28). Con questa consolante affermazione Gesù li invita ad andare da Lui. Andare da Lui per trasformare ed elevare la oro condizione umana nella sua condizione divina. Egli infatti termina l’invito dicendo E io vi ristorerò, cioè trasformerò la vostra condizione umana.
2. Carissimi fratelli e sorelle, il Vangelo invita anche farci "piccoli", ad essere semplici di cuore e umili, riconoscendo la nostra fragilità e affidandoci al Signore con una preghiera fervorosa e costante. Questa è la via per conoscere, amare e servire Dio. Paul Claudel, famoso poeta francese morto novantenne nel 1955, passò gli ultimi anni della sua vita su una carrozzella, senza potersi muovere ed esprimersi adeguatamente. Era un cattolico pieno di fede e aveva un'anima grande e nobile. Una volta, ad un congresso di giovani, viene portato sul palco dove c'era un suo amico che interpretava e spiegava ciò che lui, a monosillabi, tentava di esprimere. A quei giovani Paul Claudel disse qualcosa di inaudito: Vedete? Non so più stare in piedi, non muovo più nemmeno le mani, non so più dire cose complete, ma in un particolare mi sento ancora uomo: so mettermi in ginocchio davanti al Signore. Ovviamente non si metteva in ginocchio scendendo dalla carrozzella, ma si metteva in ginocchio con il cuore. Anche per noi è importante passare la vita inginocchiati con il cuore davanti al Signore. Affidiamoci alla materna protezione della Madonna che imploriamo di tenerci sempre uniti al Figlio suo Gesù.
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Dopo un periodo di calma relativa, in questi ultimi giorni sono tornati a crescere i contagi da COVID-19 nella nostra Città di Trieste. Avverto il dovere di un richiamo a comportamenti responsabili nel rispetto di se stessi e degli altri con l'osservanza di quelle norme igienico-sanitarie che tutti conosciamo.
In ricordo delle vittime di COVID-19 della nostra Città si terrà nella Cattedrale di San Giusto il 15 di luglio alle ore 21 un Concerto con l'esecuzione della partitura Le ultime Sette parole di Cristo sulla croce di Franz Joseph Haydn eseguita dall'Orchestra da Camera del Friuli Venezia Giulia diretta dal M° Romolo Gessi. Vi attendo per questo momento che vuole essere anche di preghiera.
Desidero esprimere tutta la mia preoccupazione a riguardo del Disegno di Legge di contrasto all'omofobia e alla transfobia, fortemente criticato dalla CEI in maniera tempestiva e chiara, ma anche da altri tra cui conosciute femministe, perché si tratta di un'iniziativa legislativa che mette a rischio la libertà di espressione. In nome di alcune idee si ritiene di criminalizzare idee diverse. Se si concede la possibilità di censurare giuridicamente e penalmente non delle offese, ma semplicemente delle opinioni e delle verità di ordine antropologico e morale diverse da quelle dei proponenti il Disegno di legge, come per esempio la differenza fra uomo e donna, allora veramente la nostra libertà - quella di tutti, non solo quella dei cattolici - è in pericolo. Si tratta di un disegno pretestuoso che va contrastato con forza.
Esprimo tutta la mia personale soddisfazione per come si è positivamente risolta la questione che riguardava il Presidente dell'Autorità Portuale che ora, tornato al suo posto, può riprendere con rinnovato impegno il suo lavoro tanto prezioso e importante per lo sviluppo presente e futuro della nostra Trieste.
Ritengo di interpretare l'amarezza di tantissime persone quando hanno saputo dagli stessi genitori che continua a sfumare in un mare di colpevoli ombre la verità sulla morte di Giulio Regeni, un ragazzo che studiò nel nostro liceo Petrarca. Ai genitori va l'assicurazione della nostra solidale vicinanza e della nostra preghiera.
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