Covid, Fials scrive a Fedriga e Riccardi: «Serve un piano di assunzioni»
Pubblichiamo la lettera inviata da FIALS a Governatore e Vicegovernatore della Regione:
«La scrivente O.S FIALS riceve quotidianamente segnalazioni da parte dei dipendenti delle Aziende Sanitarie e queste riguardano prevalentemente le criticità derivanti dalla gestione dalla seconda ondata dell’epidemia CoronaVirus.
Il personale afferente alle strutture/servizi, ospedalieri e territoriali, chiamati nuovamente ad affrontare direttamente o indirettamente la pandemia, evidenziano che anche questa volta, nonostante l’esperienza maturata nel mesi di marzo-maggio, le decisioni organizzative/operative vengono prese dl glomo di giorno in giorno se non addirittura di ora in ora e di questo vengono messi a conoscenza a cose già decise, senza un diretto coinvolgimento e senza alcuna condivisione.
Questo crea nel personale uno stato di mortificazione professionale, visto che le decisioni prese dai vertici aziendali il più delle volte hanno delle importanti ricadute sulla loro quotidianità, sulle loro famiglie e soprattutto sulla loro attività assistenziale.
I reparti vengono trasformati da Covld free a Covld+ con interventi strutturali estemporanei di minima, mentre è ben noto che l’assistenza ai pazienti Covid+ richiedono la massima attenzione e un adeguamento strutturale delle stanze di degenza, nelle quali, in base al grado di gravità del paziente, dev’essere garantita la pressione negativa, con i percorsi pulito/sporco ben definiti e soprattutto il personale, prima di essere assegnato ai reparti Covid+, dovrebbe seguire uno specifico percorso formativo, un’adeguata preparazione è necessaria soprattutto per evitare la diffusione del contagio fra i pazienti e fra il personale di assistenza, ma tutto questo non sempre viene garantito per mancanza dl tempo, anche se di tempo per organizzare tutto ciò c’è stato, ma riteniamo non sia stato sfruttato in modo adeguato.
Per garantire l'assistenza nei reparti Covid+ il personale di assistenza viene trasferito da una Struttura all’altra, se non addirittura da un Ospedale all’altro, viene chiesto a loro di fare i doppi turni, di rlnunciare ai loro liberi settimanali, di lavorare in orario straordinario, orario straordinario che va ad aggiungersi alle decine di migliaia di ore già effettuate nella prima fase, e l'ultimo provvedimento in ordine di tempo è quello adottato dalla ASUFC che per garantire l’attività assistenziale ha sospeso le ferie per tutto il mese di novembre c.a. a tutto II personale dell'Azienda, decisioni queste che ricadono sempre sul personale che comunque risponde sempre con impegno e abnegazione.
Gli operatori stanno dimostrando ancora una volta che su di loro iI Servizio Sanitario e i Cittadini del FVG possono contare, sono consapevoli delle difficoltà ed è grazie al loro senso dI responsabilità, alla loro preparazione e competenza profssionale che il sistema con tutte le sue carenze organizzative sta ancora reggendo, ma questo extra impegno potrà durare fino a quando?
Le Direzioni stanno cercando di trovare soluzioni per affrontare la seconda ondata dell'epidemia, ma considerato che questa era una ricaduta annunciata, avrebbero dovuto predisporre dei piani che avrebbero potuto dare delle indicazioni precise, applicabili e conosciute da tutto il personale interessato, invece l’impressione è quella di essere stati investiti da qualcosa che non ci si aspettava e ci ha trovati impreparati.
Con la presente chiediamo alla Regione il massimo impegno per evitare ai dipendenti dei SSR un burn out di massa, attraversa un piano di assunzioni straordinario di tutte le figure professionali necessarie, la stabilizzazione del personale precario, la proroga dei contratti a tempo determinato, il potenziamento delle attività territoriali, più volte annunciato, ma non ancora realizzato proprio a causa della carenza di professionisti, questo a nostro avviso contribuirebbe in modo rilevante a ridurre gli accessi al pronto soccorso messi a dura prova a causa della mancanza di posti letto dove ricoverare i pazienti CovId+, inflne chiediamo alla Regione e alle Aziende di porre più attenzione alla comunicazione interna, ogni decisione presa dev’essere accompagnata dalle motivazioni, possibilmente condivise con il personale coinvolto, diversamente il morale e la motivazione rischiano di venir meno con le inevltabili conseguenze che questo potrebbe avere su tutto il sistema salute».
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